settembre 2026,
ADS 15: ricognizione aerea per il quadro della situazione al suolo
Sistema drone da ricognizione 15 (ADS 15) — © VBS/DDPS
Durante «MOBILO 26», il sistema di droni da ricognizione ADS 15 è stato impiegato principalmente come mezzo della parte avversaria (OPFOR). Dall’aria ha individuato le posizioni e i movimenti della truppa esercitata. Le osservazioni sono state analizzate e trasmesse alla direzione dell’esercizio tramite un collegamento sicuro. L’impiego ha consentito di utilizzare le capacità dell’ADS 15 in un contesto operativo e di sensibilizzare la truppa su ciò che un avversario può riconoscere dall’aria.
Osservare la truppa dall’aria
Quando una formazione meccanizzata si sposta, sono impiegati numerosi militari, veicoli e mezzi logistici. Queste attività possono essere osservate dall’aria. Durante «MOBILO 26», l’ADS 15 è quindi stato impiegato principalmente come elemento della parte avversaria. Il suo compito consisteva nell’individuare le posizioni e i movimenti della truppa esercitata.L’obiettivo non era fornire direttamente alla formazione osservata un quadro della situazione aerea. Le informazioni raccolte erano destinate alla direzione dell’esercizio, affinché potesse valutare come le azioni della truppa apparivano dall’aria e integrare questa prospettiva nella condotta e nella valutazione dell’esercizio.La ricognizione aerea riduce l’incertezza, ma non la elimina. Le osservazioni devono essere analizzate, contestualizzate e confrontate con altre informazioni. Sostengono la valutazione e le decisioni umane, ma non le sostituiscono.Tre funzioni complementari
Durante l’impiego interagiscono tre funzioni principali. Il pilota del drone conduce il velivolo nel quadro prestabilito. L’operatore del drone impiega i mezzi di ricognizione conformemente al compito ricevuto. L’ufficiale addetto all’analisi analizza le osservazioni, le contestualizza e prepara le informazioni rilevanti per la direzione dell’esercizio.La ripartizione di queste funzioni consente di gestire simultaneamente il volo, l’osservazione e l’analisi. La capacità non si fonda quindi soltanto sul velivolo, ma su un team istruito, su procedure comuni e su una chiara comprensione del compito.Collegamento sicuro con la direzione dell’esercizio
Una comunicazione sicura collega il team ADS 15 alla direzione dell’esercizio. In questo modo le osservazioni rilevanti possono essere trasmesse e integrate nel quadro della situazione utilizzato per condurre e valutare l’esercizio.Gli ufficiali addetti all’analisi verificano e contestualizzano le informazioni prima della trasmissione. La direzione dell’esercizio le confronta poi con altri rapporti e osservazioni. Questa catena garantisce che l’immagine aerea sia compresa e utilizzata nel giusto contesto, senza attribuire al sistema una capacità decisionale autonoma.Il velivolo visibile rappresenta quindi soltanto una parte della capacità. Il pilota, l’operatore del drone, l’ufficiale addetto all’analisi, i collegamenti sicuri e la condotta formano un sistema complessivo. Solo la loro interazione trasforma un’osservazione in un’informazione utilizzabile.Vedere ciò che può vedere un avversario
L’impiego dell’ADS 15 aveva anche uno scopo istruttivo per la truppa al suolo. Ha mostrato che posizioni, movimenti e comportamenti possono essere percepiti diversamente dall’aria. Un’azione poco appariscente al suolo non è necessariamente tale vista dall’aria.Una capacità impiegata in un contesto operativo
Con «MOBILO 26», le capacità dell’ADS 15 sono state impiegate in uno scenario operativo in collaborazione con la direzione dell’esercizio e le truppe al suolo. L’impiego ha fornito informazioni dall’aria e, nel contempo, ha accresciuto la consapevolezza della truppa riguardo alla minaccia rappresentata dalla ricognizione. Osservare, analizzare, trasmettere e adeguare il comportamento costituiscono così un’unica catena di apprendimento.Testo: Communicazione Forze terrestri
agosto 2026,
Linee guida per la difesa:
il Consiglio federale orienta l’esercito alla capacità di difesa
Il rafforzamento della capacità di difesa si concentrerà sulla difesa da minacce ibride e da attacchi a distanza. Ciò comporta adeguamenti della concezione d’impiego, delle strutture di condotta e dell’organizzazione. Tra l’altro occorrerà costituire entro il 2028 un battaglione di droni e snellire la struttura di condotta con conseguente riduzione del numero degli stati maggiori e degli alti ufficiali superiori. La pianificazione dell’armamento indica quali acquisti in materia di armamento sono necessari al fine di rafforzare la capacità di difesa.
In considerazione dell’attuale situazione di minaccia deteriorata, le azioni ibride e gli attacchi a distanza rappresentano le minacce più probabili e possono riguardare anche le infrastrutture critiche in Svizzera, ragione per cui per la sicurezza del nostro Paese è fondamentale poter contare su un effetto deterrente credibile dell’esercito. Per rafforzare la sicurezza e la difesa della Svizzera, già nella primavera di quest’anno il Consiglio federale aveva presentato una proposta relativa a un aumento temporaneo dell’imposta sul valore aggiunto e la creazione di un Fondo per gli armamenti in grado di contrarre debiti. Con le linee guida e la relativa pianificazione dell’armamento, il Consiglio federale presenta ora il suo piano su come utilizzare queste risorse finanziarie supplementari in modo da orientare l’Esercito svizzero con coerenza alla difesa.
Nuovo orientamento: da un esercito d’istruzione a un esercito d’impiego
Oggi l’esercito è essenzialmente un esercito d’istruzione. Affinché in futuro, alla luce dell’aggravata situazione di minaccia, possa di nuovo tornare a garantire la protezione della popolazione e del Paese sotto forma di esercito d’impiego, l’esercito ha bisogno di un nuovo orientamento della concezione d’impiego, di adeguamenti a livello di organizzazione, di una pianificazione dell’armamento previdente e delle risorse finanziarie necessarie.
Per questo il Consiglio federale ha definito delle linee guida per la difesa. Le novità concernono, tra l’altro, la concezione d’impiego e quindi anche la dottrina e le prestazioni. Il Consiglio federale prevede che la dottrina e le strutture di condotta dell’esercito debbano essere orientate coerentemente agli impieghi. Tutti gli impieghi a terra saranno condotti da divisioni d’impiego. In tal modo si garantisce che tutti gli impieghi siano gestiti sotto la stessa responsabilità, a prescindere dal fatto che si tratti di impieghi sussidiari a favore delle autorità civili, di difesa da azioni ibride e da attacchi a distanza o da un attacco su larga scala. Questa chiara regolamentazione delle responsabilità mira a rafforzare la capacità di condotta dell’esercito.
Il Consiglio federale pone inoltre l’accento sulla struttura di condotta, che sarà orientata con coerenza al rafforzamento della capacità di difesa e consentirà di assicurare la continuità della condotta in tutte le situazioni. L’esercito sarà costituito dal capo dell’esercito, appoggiato dallo Stato maggiore dell’esercito, dalla Gestione dell’istruzione e istruzione dei quadri, dal Comando Operazioni, dai cosiddetti «domini» Forze terrestri, Forze aeree, Comando Ciber e spazio elettromagnetico e dal Comando Supporto. L’istruzione sarà uniformata e le strutture più snelle favoriranno una gestione efficiente della dottrina, dello sviluppo delle forze armate e della pianificazione dell’armamento. Lo snellimento degli stati maggiori comporterà anche una riduzione significativa del numero degli alti ufficiali superiori.
Entro il 2029 verranno creati i presupposti per adeguare l’organizzazione dell’esercito e le strutture di condotta. Il Consiglio federale sottoporrà al Parlamento le relative modifiche di legge necessarie a tale fine.
Creazione di un battaglione di droni e altri adeguamenti dell’organizzazione
Per poter attuare la concezione d’impiego, nei prossimi anni saranno prioritarie le capacità che producono rapidamente un effetto contro le minacce più probabili; in primo piano vi sono la protezione delle infrastrutture critiche, la capacità di condotta, l’acquisizione di informazioni, la difesa dai droni, la guerra elettronica, l’impiego di sistemi senza equipaggio, la capacità di resistenza e la resilienza.
Sotto il profilo organizzativo, l’esercito creerà nel 2028 un primo battaglione di droni che costituirà il nucleo per l’introduzione capillare di sistemi senza equipaggio e terrà conto del rapido sviluppo tecnologico in questo settore. A questo scopo l’esercito dovrà collaborare a stretto contatto con le scuole universitarie, l’industria e le start up svizzere.
Pianificazione dell’armamento: 80 per cento destinato alla difesa dalle minacce più probabili
L’esercito ha aggiornato la propria pianificazione dell’armamento sulla base delle linee guida. Tale pianificazione si basa sulla situazione del mese di maggio 2026 ed è costantemente aggiornata tenendo conto della concezione d’impiego, degli sviluppi tecnologici, delle risorse disponibili (tra cui le risorse finanziarie e le risorse di personale per i progetti) e della situazione sul mercato degli armamenti. In proposito vale quanto segue: più gli acquisti previsti sono lontani nel tempo, maggiore è l’incertezza.
Entro il 2039, circa l’80 per cento degli investimenti sarà destinato alla difesa contro le minacce più probabili. In primo piano vi sono in particolare il rafforzamento della difesa aerea, la protezione del personale militare, l’impiego di droni e la relativa difesa, nonché la protezione delle reti, dei dati e dei sistemi critici. Il rimanente 20 per cento circa servirà a mantenere e sviluppare ulteriormente le capacità di difesa contro un attacco militare su vasta scala. Al riguardo, nella misura del possibile, i mezzi classici saranno controbilanciati con tecnologie moderne e meno costose.
Le linee guida del Consiglio federale per la difesa sono tratte dalla Strategia in materia di politica di sicurezza, che è stata in consultazione sino alla fine di marzo del 2026 e si collocano sullo stesso piano della strategia in materia di politica d’armamento o della Ciberstrategia nazionale. Costituiscono la base dei concetti militari e della pianificazione a lungo termine degli armamenti necessaria alla loro attuazione. Parallelamente, sono in corso lavori volti a finanziare il rafforzamento della sicurezza e della difesa. Il Consiglio federale prevede a tal fine un aumento temporaneo dell’IVA.
Con queste linee guida il Consiglio federale chiede al Parlamento di stralciare dal ruolo la mozione 24.3605 Dittli «Obiettivi e orientamento strategico di un esercito capace di difendere».
Testo: Comunicato stampa Consiglio Federale
luglio 2026,
Incendi boschivi in Francia:
elicotteri a sostegno delle operazioni di spegnimento

La Svizzera sostiene la Francia nella lotta contro i gravi incendi boschivi. Su richiesta della protezione civile francese, la Svizzera metterà presumibilmente a disposizione due elicotteri Super Puma con i rispettivi equipaggi per partecipare alle operazioni di spegnimento. Il sostegno è coordinato dalla Direzione dello sviluppo e della cooperazione (DSC) del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE), in collaborazione con il Dipartimento federale della difesa, della protezione della popolazione e dello sport (DDPS).
Una prima richiesta informale da parte della protezione civile francese è arrivata nella tarda serata del 24 luglio 2026. La richiesta è stata precisata la domenica successiva e riguarda il supporto mediante elicotteri antincendio a partire da martedì nel sud della Francia, nel dipartimento del Var. In stretto coordinamento con la DSC, l’Esercito svizzero ha quindi deciso di mettere presumibilmente a disposizione due elicotteri Super Puma con i rispettivi equipaggi per questa missione. Il luogo esatto dell’intervento è attualmente oggetto di coordinamento con le autorità francesi, poiché la situazione sul terreno è in continua evoluzione. Il decollo è previsto per la mattina di martedì 28 luglio.
Conformemente all’ordinanza sull’aiuto in caso di catastrofe all’estero (OACata), l’intervento è diretto dal Delegato del Consiglio federale per l’aiuto umanitario in seno alla DSC. L’Aiuto umanitario della Confederazione segue costantemente l’evoluzione della situazione e ha assunto il coordinamento e i contatti con l’Esercito svizzero e l’Ambasciata di Svizzera a Parigi. Per l’ulteriore pianificazione e attuazione dell’intervento, sarà istituita una direzione operativa incaricata di coordinare e realizzare la missione insieme ai partner competenti dell’Esercito. Il distaccamento dell’Esercito sarà accompagnato da un piccolo team d’intervento rapido (TIR) dell’Aiuto umanitario.
Con l’invio di elicotteri e il sostegno fornito dalle forze antincendio, la Svizzera offre un contributo concreto alla gestione dei gravi incendi boschivi che colpiscono la Francia. A seguito di una richiesta di assistenza del 24 luglio 2026, anch’essa formulata dalla protezione civile francese, il Service d’incendie et de secours de Genève (SIS) presta inoltre il proprio sostegno nella regione della costa atlantica nei pressi di Bordeaux (comune di Saumos). Dal 25 luglio, circa 30 vigili del fuoco sono impegnati sul posto con veicoli antincendio. L’intervento dovrebbe protrarsi fino al 1° agosto. La DSC mantiene stretti contatti con il SIS.
Update 01.08.2026,
L'Esercito svizzero proroga l’impiego antincendio in Corsica
I tre elicotteri Super-Puma dell’Esercito svizzero continuano a fornire appoggio alle forze d’intervento francesi nella lotta agli incendi boschivi in Corsica. L’impiego, previsto per una durata di sette giorni, viene prorogato di altri quattro giorni, fino a venerdì 7 agosto 2026, in considerazione del persistente fabbisogno di assistenza.
In Corsica gli incendi boschivi continuano a imperversare. Tre elicotteri Super-Puma dell’Esercito svizzero, decollati martedì 28 luglio 2026 dall’aerodromo militare di Locarno alla volta della Corsica, stanno appoggiando le forze d’intervento francesi da mercoledì 29 luglio 2026 nella lotta a focolai d’incendio difficilmente accessibili.
L’impiego, previsto per una durata di sette giorni, viene prorogato di altri quattro giorni. Il supporto alle operazioni antincendio sul posto sarà fornito fino a giovedì 6 agosto 2026 compreso.Il rientro delle forze d’intervento avrà luogo venerdì 7 agosto 2026.
Punto della situazione venerdì sera 31 luglio 2026: gli elicotteri Super-Puma impiegati hanno trasportato circa 157 tonnellate di acqua.
La responsabilità generale dell’impiego spetta all’Aiuto umanitario della Confederazione, aggregata al Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE). I costi legati all’impiego sono coperti mediante i crediti esistenti del DFAE e del DDPS.
giugno 2026,
Il Consiglio nazionale rigetta la mozione Seiler Graf!
Il 16 giugno 2026 il Consiglio Nazionale ha respinto la mozione della consigliera nazionale Priska Seiler Graf (PS) che mirava a limitare il possesso privato di armi d'ordinanza. La proposta è stata respinta con 98 voti a favore, 92 contrari e 4 astenuti.
La mozione chiedeva che gli ex membri dell’esercito potessero conservare la propria arma di servizio solo se la utilizzassero regolarmente per attività sportive di tiro. Chi non soddisfacesse tale condizione avrebbe dovuto riconsegnare l’arma.
La Federazione sportiva svizzera di tiro si era già espressa chiaramente contro la mozione in un comunicato stampa nel mese di ottobre 2025, mettendo in guardia sulle conseguenze per la tradizione svizzera della milizia come pure sottolineando l'uso corretto e responsabile delle armi da parte dei privati. Per sostenere il lavoro politico, la FST ha messo a disposizione dei presidenti delle federazioni cantonali un documento di posizione, un Q&A e un modello di lettera da inviare ai consiglieri nazionali del proprio cantone. In questo modo, le preoccupazioni della FST sono state portate alla discussione politica.
«Con questa decisione, il Consiglio Nazionale ha dimostrato di avere un senso della proporzionalità», ha affermato Luca Filippini, presidente della FST. «La tradizione svizzera della milizia si basa sulla fiducia e sulla responsabilità, non sulla diffidenza generale.»
Con la decisione del Consiglio Nazionale, la situazione legislativa rimane invariata.
Il rapporto di dettaglio sulla votazione lo trovate qui.
Testo: Federazione sportiva svizzera di tiro
maggio 2026,
Esercito: Pronti per il futuro!
Dopo la riforma nell’ambito dell’ulteriore sviluppo dell’esercito, l’Esercito svizzero continua a svilupparsi costantemente.
Con l’attacco militare all’Ucraina la Russia ha minato le basi per un ordinamento di pace fondato su regole in Europa. Questa guerra è un evento cruciale, con conseguenze durature per la sicurezza dell’Europa e quindi anche della Svizzera. Si può presumere che a causa del conflitto armato il contesto della Svizzera in materia di politica di sicurezza si deteriorerà e rimarrà instabile a lungo termine.
Le forze armate europee si riorientano con decisione alla deterrenza e alla difesa da attacchi militari, con relative ripercussioni, tra l’altro, sui rispettivi progetti di armamento. La guerra in Europa ha inoltre innescato una nuova dinamica di intensificazione della cooperazione in materia di politica di sicurezza e di difesa.
I principi, gli obiettivi e le priorità della Svizzera in materia di politica di sicurezza delineati nel «Rapporto sulla politica di sicurezza 2021» e nel Rapporto complementare del 7 settembre 2022 sono disponibili. Sono appropriati anche nell’attuale contesto bellico ed è più che mai urgente agire. A livello strategico ciò concerne, tra l’altro, l’ambito centrale della politica di sicurezza: la difesa in generale e la difesa da un attacco armato. Con l’ulteriore sviluppo dell’esercito (USEs) l’esercito ha gettato le basi per i prossimi lavori. L’attuazione dell’USEs è iniziata il 1º gennaio 2018 ed è durata sino al 31 dicembre 2022.
Al progetto USEs subentrano la Visione dell’Esercito svizzero e le relative Iniziative strategiche. Quest’ultime sono fondate sul rapporto Rafforzamento della capacità di difesa e sui tre rapporti di base concernenti l’ulteriore sviluppo della difesa aerea, delle truppe di terra e del settore Ciber.
Testo ed immagini: Aggruppamento Difesa - www.vtg.admin.ch
aprile 2026,
MeteoSvizzera:
Previsioni meteorologiche per la Patrouille des Glaciers 2026

La Patrouille des Glaciers avrà inizio tra pochi giorni. Per questa gara che si svolge in alta montagna, le condizioni meteorologiche sono fondamentali. Come ogni edizione, MeteoSvizzera fornisce supporto all’esercito nella pianificazione della gara e nel garantire la sicurezza dei partecipanti e degli organizzatori, fornendo previsioni meteorologiche specifiche.
Un impegno della durata di un mese
La Patrouille des Glaciers (PdG) è una gara internazionale di sci alpinismo che si svolge ogni due anni, organizzata dall’esercito svizzero e aperta a squadre composte da tre persone, militari o civili. Il percorso lungo collega Zermatt a Verbier, mentre quello breve Arolla a Verbier. Il punto più alto del percorso si trova a Tête Blanche, a 3650 m.s.l.m.
Per garantire la segnaletica del percorso e la sicurezza in gara, servono diverse settimane di preparazione. Vengono installati e attrezzati dei punti di ristoro (compresi servizi igienici) in alta montagna e vengono predisposti dei collegamenti telefonici.
Qualche giorno prima delle gare, il numero di persone impiegate in alta montagna aumenta. Le condizioni meteorologiche assumono un’importanza sempre maggiore. Gli elicotteri devono poter volare per raggiungere i punti più alti, in modo da trasportare materiale e rifornimenti alimentari per diversi giorni.
MeteoSvizzera partecipa all’evento fornendo ogni giorno previsioni meteorologiche dedicate prima, durante e dopo le gare. Le condizioni meteorologiche ad alta quota possono cambiare molto rapidamente ed è importante prevederne l’evoluzione nel modo più accurato possibile per garantire la sicurezza dei partecipanti e degli organizzatori. Per questo motivo, MeteoSvizzera fornisce previsioni dal 1° aprile al 1° maggio 2026, mentre la gara si svolgerà dal 13 al 19 aprile.
Da remoto e sul posto
Il servizio di previsioni meteorologiche dedicato alla PdG è suddiviso in due fasi. Dal 1° aprile al 7 aprile e dal 20 aprile al 1° maggio, le previsioni vengono elaborate dalla sala previsioni di Ginevra. Dall’8 al 19 aprile, due meteorologi alterneranno la loro presenza a Sion, per essere il più vicino possibile al centro logistico dell’esercito.
La previsione consiste principalmente in un bollettino redatto ogni giorno e strutturato in 3 parti principali:
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La descrizione della situazione generale.
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Previsioni di vento e temperatura per il giorno stesso e per quello successivo, per diverse località e altitudini.
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Un testo di previsione valido per diversi giorni, accompagnato da informazioni sul pericolo di valanghe fornito dall’SLF.
I meteorologi e le meteorologhe sono inoltre raggiungibili 24 ore su 24 via telefono per fornire consulenza e affinare le previsioni se necessario. La presenza di un/a meteorologo/a alcuni giorni prima e durante la gara consente un contatto diretto con gli organizzatori, per poter soddisfare al meglio alle loro esigenze.
Le sfide meteorologiche lungo il percorso della PdG
Dato che la gara si svolge in prossimità della cresta principale delle Alpi, i diversi segmenti del percorso sono esposti in modo diverso ai venti dominanti, che possono anche cambiare durante la gara.
La regione di Zermatt, come quella di Arolla, presenta spesso le condizioni tipiche del Vallese centrale: è protetta dal vento da sud dalla cresta delle Alpi vallesane e può subire l’effetto essicante tipico del Föhn. Quando la corrente principale spira da nord (da nordovest a nordest) rimane relativamente protetta.
Il tratto attorno alla Tête Blanche si trova invece sulla cresta principale delle Alpi ed è quindi molto esposto, in particolare in presenza di correnti da sud, con venti che possono essere anche tempestosi e condizioni di sbarramento da sud, con nuvolosità e precipitazioni che possono risultare estreme, senza contare il fattore altitudine, soprattutto in termini di temperatura.
La parte che include la discesa verso Verbier è invece esposta a ovest. Le correnti da sudovest a nordovest possono quindi rappresentare un problema, con a volte forti piogge o nevicate e vento forte ad alta quota.
Sono quindi generalmente le condizioni con correnti da ovest a sud a creare le difficoltà maggiori all’organizzazione della PdG. L’edizione del 2012 è un esempio, quando condizioni di bassa pressione persistenti hanno ostacolato sia la preparazione che lo svolgimento della gara. Come mostra la mappa qui sotto (a sinistra), una depressione centrata sull’Inghilterra il 18 aprile ha provocato una corrente umida da sudovest sulla Svizzera. Nelle Alpi vallesane, questo si traduce in nebbia, nevicate e vento a tratti forte. La preparazione della gara è quindi stata compromessa.
Una settimana dopo, il giorno di partenza della gara, una nuova depressione al largo della Bretagna ha provocato una tempesta di favonio nel Vallese, con una nebbia densa sulla cresta delle Alpi vallesane. La visibilità era particolarmente scarsa nella zona della Tête Blanche tra Zermatt e Arolla, il che ha costretto gli organizzatori ad annullare la gara nella tarda serata del 25 aprile. Questa edizione è rimasta impressa nella memoria dei meteorologi e delle meteorologhe che erano in servizio. E a giusta ragione: la tempesta dell’aprile 2012 è stata storica, con il favonio che ha soffiato fino a Ginevra.
Per quanto riguarda la gara, i meteorologi in servizio sul posto ricordano “raffiche tempestose che avevano scoperchiato il tetto della capanna Rossier (a 3500 m.s.l.m. nella Valle d’Hérens), intrappolando per alcuni giorni le persone presenti nel refettorio”.
Testo ed immagini: meteosvizzera.ch
marzo 2026
Servizio informazioni militare - SIM

Il termine Servizio informazioni dell'esercito (SIEs) raggruppa tutte le frazioni di stato maggiore e le truppe dell'esercito che adempiono compiti informativi.
Il SIM costituisce il nucleo professionale del SIEs a livello di Comando dell'esercito ed è quindi parte integrante del SIEs. Il SIM svolge i seguenti compiti:
- funzione di servizio informazioni militare nazionale;
- cellula SINF (J2) sul piano operativo;
- condotta del servizio ausiliario «Servizio informazioni».
Il compito fondamentale del SIEs è definito nell'articolo 99 cpv. 1 della legge federale del 3 febbraio 1995 sull'esercito e sull'amministrazione militare (legge militare, LM):
«Il servizio informazioni dell'esercito ha il compito di raccogliere e valutare informazioni concernenti l'estero rilevanti per l'esercito, segnatamente sotto il profilo della difesa nazionale, del servizio di promovimento della pace e del servizio d'appoggio all'estero.»
I compiti indicati nell'articolo 99 LM vengono precisati nell'ordinanza sul Servizio informazioni dell'esercito e nell'incarico del capo dell'esercito relativo al Servizio informazioni militare. Tali compiti possono essere riassunti nei seguenti termini:
- acquisire informazioni concernenti l'estero rilevanti per l'esercito;
- appoggiare la condotta militare in occasione della pianificazione e della condotta di impieghi fornendo informazioni sulla minaccia e sull'ambiente;
- monitorare l'evoluzione delle forze armate estere e di organizzazioni comparabili;
- dedurre conoscenze per lo sviluppo ulteriore e l'istruzione dell'esercito nonché per la gestione della prontezza di base;
- sviluppare e attuare la dottrina dell'esercito in materia di servizio informazioni nonché partecipare allo sviluppo di nuovi sistemi informativi.
Durante gli impieghi dell'esercito in Svizzera, il Servizio informazioni dell'esercito è parte integrante della rete informativa integrata gestita dal Servizio delle attività informative della Confederazione.
Le attività del SIEs vengono svolte in stretta collaborazione con vari organi federali e cantonali, a favore del Comando dell'esercito, della truppa e delle competenti autorità nonché di organi di comando nazionali, cantonali e, se del caso, anche multinazionali.
Nell'esercizio della sua attività il SIM è sottoposto a varie istanze di controllo, quali:
- la Delegazione delle Commissioni della gestione del Parlamento;
- la vigilanza sulle attività informative;
- l'Autorità di controllo indipendente per l'esplorazione radio.
Il SIC si occupa dell'individuazione tempestiva e della lotta contro il terrorismo, dell'estremismo violento, dello spionaggio, della proliferazione delle armi di distruzione di massa e delle tecnologie dei loro vettori nonché dei cyberattacchi alle infrastrutture critiche. Inoltre, il SIC raccoglie informazioni importanti in materia di politica di sicurezza e le analizza. Fornisce quindi contributi decisivi per la valutazione globale della situazione di minaccia.
A livello di Confederazione i prodotti del SIC sono destinati soprattutto al Consiglio federale, ai dipartimenti nonché alla condotta militare. Appoggia inoltre i Cantoni nella salvaguardia della sicurezza interna e le autorità di perseguimento penale a livello federale. L'attività preventiva del SIC deve essere chiaramente distinta dall'attività repressiva delle autorità di perseguimento penale. Il SIC non è un’autorità di perseguimento penale. I suoi compiti principali sono la prevenzione e la valutazione della situazione all’attenzione degli organi decisionali politici.
Vigilanza e controlli
Tutte le attività del SIC sottostanno a un controllo costante.
Autorità di vigilanza indipendente sulle attività informative
L'autorità di vigilanza indipendente controlla le attività informative del SIC, delle autorità d'esecuzione cantonali nonché di terzi o di altri servizi incaricati dal SIC. Verifica la legalità, l'adeguatezza e l’efficacia delle attività e coordina il proprio lavoro con le attività di vigilanza parlamentare e con altri servizi di vigilanza della Confederazione e dei Cantoni. L'autorità di vigilanza indipendente ha pieno accesso a tutte le attività e a tutti i documenti del SIC. L'autorità è indipendente e non è vincolata a istruzioni. Dal punto di vista amministrativo è aggregata alla Segreteria generale del DDPS.
Autorità di controllo indipendente
L'ogano interdipartimentale verifica la legalità e la proporzionalità dei mandati di esplorazione radio permanente. L'Incaricato federale della protezione dei dati e della trasparenza verifica la legittimità del trattamento dei dati personali nell'ambito dell'acquisizione di informazioni in Svizzera.
Consiglio federale
Dirige e controlla il SIC per quanto riguarda le questioni di grande importanza politica; in particolare, assegna il mandato fondamentale. Nomina i membri dell'organismo interdipartimentale responsabile della verifica dei mandati di esplorazione radio e infine autorizza e verifica anche le relazioni con servizi esteri.
Parlamento
La Delegazione delle Commissioni della gestione delle Camere federali esercita la vigilanza sulle attività del SIC dal profilo della legalità, dell'adeguatezza e dell'efficacia e a pieno accesso a tutte le attività e a tutti i documenti del SIC. Il SIC è inoltre sottoposto a un controllo annuale effettuato dal Controllo federale delle finanze per conto della Delegazione delle Commissioni delle finanze delle Camere federali.
Febbraio 2026,
Centro d’istruzione SWISSINT
Attualmente la Svizzera conta circa 400 soldati ed esperti civili impiegati in tutto il mondo per il promovimento militare e civile della pace. La maggior parte di loro è stata istruita presso il Centro d’istruzione SWISSINT (CI) di Oberdorf, vicino a Stans, dal 2004. Precedentemente noto come Centro d’istruzione per le operazioni per il mantenimento della pace (CIOMP) il comando ha contribuito in modo sostanziale agli sforzi di promovimento internazionale della pace dell’Esercito svizzero dal 1996, come parte dell’attuale Centro di competenza SWISSINT.
Il compito principale del CI SWISSINT è quello di impartire un’istruzione specifica all’impiego ai due contingenti svizzeri della KFOR in Kosovo e dell’EUFOR ALTHEA in Bosnia-Erzegovina, nonché al personale impiegato individualmente, principalmente nelle missioni ONU e OSCE. Il Centro prepara i militari, gli esperti civili e i partecipanti internazionali ad affrontare le diverse sfide nelle regioni di conflitto e di crisi. L’istruzione è pertanto orientata alle condizioni reali del settore d’impiego, ai rischi e alle minacce attuali e al rispettivo mandato o compito.
I corsi del CI SWISSINT insegnano competenze pratiche in ambiti quali l’aiuto a se stessi e al camerata, l’uso dell’arma, la comprensione dei conflitti, la comunicazione interculturale, la gestione dello stress e la mitigazione dei rischi commisurata alle esigenze. Oltre ai contenuti tattici e tecnici, l’accento è posto anche sulla neutralità e sull’imparzialità - i capisaldi della politica di pace svizzera. L’obiettivo è formare esperti operativi e responsabili in grado di lavorare efficacemente in missioni multinazionali. Che si tratti di un’osservatrice ONU, di un ufficiale di collegamento OSCE o di un impiegato in logista in Kosovo, per citare solo alcune funzioni, le donne e gli uomini acquisiscono conoscenze specialistiche, spirito di squadra e sensibilità interculturale durante i corsi e apprendono a combinare in modo mirato le competenze pregresse e quelle nuove.
Imparare dalla pratica vissuta
Un particolare valore aggiunto del CI SWISSINT risiede nella qualità del suo personale d’istruzione. Che si tratti di militari di professione, militari di milizia o istruttori internazionali in veste di ospiti, tutti possiedono competenze specifiche ed esperienza d’impiego. Questo permette loro di conoscere a fondo la realtà sul campo e confluisce direttamente nelle lezioni: i principi teorici vengono integrati da casi di studio concreti, giochi di ruolo e scenari realistici. In questo modo, la conoscenza non viene solo impartita, ma anche sperimentata. Ciò promuove il pensiero critico, il processo decisionale riflessivo e la capacità di agire in ambienti complessi e culturalmente eterogenei. Si tratta di prerequisiti importanti, indispensabili per il successo del promovimento della pace. Anche le formazioni di tutti i settori dell’Esercito svizzero forniscono, ove opportuno, un supporto all’istruzione.
La cooperazione internazionale come fattore di successo
Il peacekeepoing è sempre multinazionale e l’istruzione presso il CI SWISSINT riflette questa realtà. Lavoriamo a stretto contatto con partner stranieri e siamo integrati in diverse reti d’istruzione internazionali. Particolarmente degna di nota è la partecipazione attiva al Framework 4-PCE (Fo(u)r Peace Central Europe) con Germania, Austria e Paesi Bassi. Questo formato consente lo sviluppo congiunto di contenuti didattici, il benchmarking reciproco, il riconoscimento dei corsi e lo scambio di personale specializzato. Il CI SWISSINT è anche membro dell’International association of peacekeeping training centre e dell’European asssociation for peace operations training centre e fa parte della rete Partnership training and education centre della NATO: un chiaro segno del radicamento internazionale del promovimento della pace in Svizzera.
Sfide del futuro
Le esigenze nell’ambito del peacekeeping stanno cambiando rapidamente. Nuove forme di conflitto, minacce ibride, ciber-rischi e disinformazione richiedono nuovi approcci, così come la protezione di gruppi di popolazione particolarmente vulnerabili. Il CI SWISSINT risponde a questa esigenza sviluppando continuamente i propri programmi d’istruzione. Metodi di apprendimento digitale, simulazioni, trasferimento modulare delle conoscenze e un rapido ciclo di lessons-learned sono i pilastri centrali di questo approccio. L’obiettivo rimane invariato: fornire la miglior istruzione possibile, orientata a realtà d’impiego complesse, in cui le dimensioni militare, politica e umanitaria sono strettamente intrecciate. Il CI SWISSINT fornisce così un contributo indispensabile alla pace internazionale e, di riflesso, alla difesa della Svizzera, all’insegna del principio «sicurezza attraverso la cooperazione».
Testo: Colonnello Adrian Staub, comandante del Centro d’istruzione SWISSINT
Gennaio 2026,
Mini-droni nell’Esercito svizzero

I mini-droni sono una nuova componente essenziale nei conflitti moderni; sono versatili e complementari ad altri sistemi d’arma. L’Esercito svizzero segue da vicino questi sviluppi e si adegua di conseguenza. Questo articolo riporta maggiori informazioni sull’uso dei mini-droni nell’esercito.
I mini-droni sono versatili, possono essere utilizzati per impieghi di ricognizione ed esplorazione, fornendo informazioni senza rischiare vite umane. Se sono dotati di cariche esplosive, diventano un’arma di precisione in grado di combattere obiettivi. Dunque la difesa dai mini-droni è particolarmente importante e gli eserciti devono imparare a proteggere le proprie truppe, i veicoli, il materiale e le infrastrutture. L’approccio consiste nell’effettuare test precoci con le nuove tecnologie per sviluppare il più rapidamente possibile il know-how necessario e imparare a padroneggiarle.
In questo ambito la guerra in Ucraina consente di trarre numerosi insegnamenti. Sul fronte ucraino, l’uso massiccio di mini-droni sta cambiando profondamente il modo di condurre la guerra e rende trasparente il campo di battaglia. Questa tendenza è destinata ad accelerare ulteriormente con lo sviluppo fulmineo della tecnologia in questo campo, insieme a quello dell’intelligenza artificiale. Tuttavia, l’Ucraina non è la Svizzera ed è importante sviluppare soluzioni specifiche per il nostro contesto.
Per questo motivo l’Esercito svizzero ha creato un Centro di competenza droni e robotica (CC DRD), accorpato alle Forze terrestri. I suoi compiti sono i seguenti:
- identificare le esigenze delle truppe in materia di mini-droni e acquisire competenze attraverso esperimenti sul campo;
- accelerare il processo di acquisizione dei sistemi per le truppe;
- garantire il coordinamento in materia di droni, di difesa dai droni e di robotica in seno all’Aggrouppamento Difesa.
Gli specialisti del CC DRD lavorano in stretta collaborazione con le truppe e i loro partner dell’Aggruppamento Difesa. Anche Armasuisse S+T e la Task force Droni (TFD) sono partner importanti. La TFD è diretta dal sostituto del direttore generale dell’armamento; il CC DRD vi rappresenta il punto di vista degli utenti.
Articoli correlati e approfondimenti:
- Difesa da minidroni: acquisizione di conoscenze grazie a prove sul terreno
- Difesa contro i mini-droni: l’esercito ha effettuato un nuovo test sul terreno
05.12.2025,
SIG Sauer P320: nuova pistola per l’Esercito svizzero
L’Ufficio federale dell’armamento armasuisse ha concluso la valutazione per una nuova pistola di servizio e ha effettuato la scelta del tipo. È stato selezionato il modello SIG Sauer P320. Il produttore ha assicurato che avvierà la produzione in Svizzera. La decisione è conforme alla strategia di politica d’armamento del Consiglio federale, che mira a preservare e sviluppare nel Paese capacità industriali rilevanti per la sicurezza.
L’acquisto di una nuova pistola di servizio nell’ambito del progetto «Pistola 9mm CH A NG (Esercito svizzero – Nuova generazione)», destinata a sostituire la pistola 75, ha lo scopo di dotare l’Esercito svizzero di un sistema d’arma moderno, affidabile e disponibile sul lungo periodo.
Dalla prevalutazione alla short list
Sulla base dei requisiti militari, armasuisse ha invitato diversi fornitori a presentare la propria documentazione. In seguito, nella fase di prevalutazione, un gruppo di specialisti di armasuisse e dell’esercito ha esaminato cinque potenziali candidati. Per la successiva valutazione approfondita, nel 2024 sono state selezionate le pistole di tre produttori: la G45 Gen 5 di Glock, la SFP9 di Heckler & Koch e la P320 di SIG Sauer.
Valutazione della short list
Tutte e tre le armi sono state sottoposte a un’intensa e completa prova tecnica, a una prova presso la truppa nonché alla verifica degli aspetti logistici. Un aspetto centrale della valutazione ha riguardato la sicurezza nell’uso. Le prove hanno evidenziato che solo la Glock G45 soddisfaceva tutti i criteri obbligatori ed è stata pertanto classificata come idonea per la truppa.
Tuttavia, una valutazione complessiva sotto il profilo della politica d'armamento ed economica ha mostrato che il modello SIG Sauer P320 presenta vantaggi sostanziali in ambiti rilevanti. Inoltre, l’analisi del valore d’uso ha evidenziato che, sebbene i sistemi d’arma valutati risultino complessivamente quasi equivalenti in termini di utilità complessiva, essi differiscono in modo significativo per quanto riguarda i costi nel loro insieme.
La SIG Sauer P320 è la soluzione migliore
La valutazione economica di tutti i sistemi d’arma ha mostrato in modo inequivocabile che la SIG Sauer P320 comporta i costi complessivi più bassi sull’arco della durata di utilizzazione prevista di 30 anni. I costi del ciclo di vita indicati nel rapporto di valutazione attestano un chiaro vantaggio in termini di costi rispetto agli altri due sistemi concorrenti.
SIG Sauer ha garantito il trasferimento in Svizzera di elementi essenziali della produzione, contribuendo così allo sviluppo e al rafforzamento del polo industriale nazionale. La SIG Sauer P320 è ampiamente in uso presso forze armate, autorità governative e di polizia nazionali ed estere e rappresenta un sistema d’arma collaudato. Nell’ambito delle prove tecniche è stato utilizzato un protocollo di test standardizzato e riconosciuto. La SIG Sauer P320 ha soddisfatto tutti gli aspetti rilevanti per la sicurezza.
Inoltre, sono stati oggetto di un’analisi approfondita i margini di miglioramento della SIG Sauer P320. In un primo momento, infatti, l'arma era risultata non conforme a un requisito tecnico e non era stata giudicata idonea per la truppa. Le criticità rilevate sono riconducibili ad aspetti risolvibili sul piano progettuale, quali ergonomia e robustezza dei componenti. Grazie agli opportuni adattamenti, è stata considerata possibile una successiva qualificazione dell’arma.
Le migliorie tecniche rientrano in parametri realistici e sono state garantite in modo vincolante da SIG Sauer. Nell’ambito dell’avvio della produzione in Svizzera, i potenziali miglioramenti individuati saranno implementati e riqualificati. Una volta realizzate le misure stabilite, la P320 raggiungerà la maturità per l’acquisto secondo quanto specificato nell’ordinanza sul materiale.
La conformità ai requisiti sarà verificata mediante una successiva qualificazione ed è condizione necessaria per la commessa.
Fabbisogno e acquisto
Per quanto riguarda una nuova pistola di servizio, il fabbisogno dell’Esercito svizzero ammonta a 140'000 armi. Con il messaggio sull’esercito 2026 si prevede di richiedere l’acquisto di una prima tranche di 50'000 esemplari. Per l’approvvigionamento è attualmente iscritto a bilancio un importo nell’ordine di diverse decine di milioni di franchi. Oltre alle pistole di servizio, è previsto ulteriore materiale per l’impiego, quali caricatori supplementari o fondine, nonché materiale per l’addestramento, vale a dire la relativa documentazione e le pistole «dummy» non funzionanti.
L’acquisto è in linea con la strategia di politica d’armamento
La strategia di politica d'armamento, deliberata dal Consiglio federale il 25 giugno 2025, attribuisce grande importanza all’aumento della sicurezza dell’approvvigionamento nazionale, alla protezione delle catene di fornitura critiche, al mantenimento e allo sviluppo di capacità industriali rilevanti per la sicurezza, nonché all’autonomia tecnologica della Svizzera. SIG Sauer soddisfa ampiamente questi obiettivi, poiché l’azienda prevede una produzione quasi completamente nazionale della P320, garantendo così una linea di produzione e approvvigionamento stabile e indipendente da vincoli geopolitici.
24.11.2025,
L’esercito rafforza le proprie capacità nello spazio cosmico
L’Esercito svizzero prende il volo: dal 2026 rafforzerà le proprie capacità nello spazio cosmico e aprirà un centro di competenza. L’obiettivo è di garantire la ricognizione, la comunicazione e la protezione dallo spazio. Perché questa iniziativa è importante non solo da una prospettiva militare, ma anche per la vita quotidiana in Svizzera, e quale sarà il ruolo dell’esercito?
© VBS/DDPS
Alla luce delle crescenti tensioni e dei conflitti a livello globale, lo spazio cosmico sta acquisendo sempre più importanza in termini di politica di sicurezza. Ciò è dimostrato anche dall’intensificarsi della corsa al riarmo nell’ambiente extra-atmosferico per scopi sia commerciali che militari. Al giorno d’oggi, gli impieghi militari non possono essere condotti senza ricorrere allo spazio cosmico, poiché è diventato una componente essenziale dei conflitti moderni già utilizzata per una vasta gamma di prestazioni nella vita quotidiana.
In linea con la politica federale e i rapporti di base
Sulla base degli obiettivi e della strategia dell’esercito del futuro chiamata «Rafforzamento delle capacità di difesa», del Rapporto sulla politica di sicurezza 2021 e del rapporto complementare del 2022 l’Esercito svizzero ha sviluppato un concetto generale spazio cosmico. Quest’ultimo è in linea con la Politica spaziale 2023 del Consiglio federale e, analogamente agli attuali rapporti di base «Difesa aerea del futuro» (2017), «Il futuro delle truppe di terra» (2019) e «Concetto generale ciber» (2022) concorre a sviluppare le opportune capacità.
Le capacità auspicate nello spazio cosmico
Il concetto generale spazio cosmico concretizza e descrive il livello di prestazione auspicato delle singole capacità parziali e definisce i fondamenti della dottrina per la gestione delle capacità nell’ambito dello spazio cosmico. Il concetto illustra come si intende raggiungere il livello di capacità auspicato.
Le capacità auspicate nello spazio cosmico possono essere sintetizzate come segue:
- Quadro della situazione Essere informati su ciò che accade e potrebbe accadere nello spazio cosmico, nonché sulla capacità dell’esercito di osservare e intercettare in modo efficace le comunicazioni nello stesso.
- Osservazione terrestre Ricognizione, esplorazione e monitoraggio dallo spazio cosmico, individuazione di cambiamenti della situazione e informazioni tempestive della propria truppa.
- Telecomunicazioni Comunicazioni complementari, ridondanti e resilienti, nonché connessioni decentralizzate, altamente sicure e permanenti con le proprie truppe.
- Navigazione di precisione Verifica continua della qualità e della quantità dei dati di geolocalizzazione per le proprie truppe e garanzia dell’accuratezza dei dati per l’impiego di mezzi militari.
- Navigazione di precisione Verifica continua della qualità e della quantità dei dati di geolocalizzazione per le proprie truppe e garanzia dell’accuratezza dei dati per l’impiego di mezzi militari.
- Contromisure Protezione delle truppe contro l’esplorazione dallo spazio cosmico e dei propri sistemi nello spazio, nonché capacità di interferire e contenere i sistemi spaziali avversari.
Nuovo Centro di competenza spazio cosmico
Il 1º gennaio 2026 sarà istituito un Centro di competenza spazio cosmico per attuare il concetto generale. Questo sarà gestito principalmente come un’organizzazione di milizia in seno al Comando Operazioni dell’Esercito svizzero. Garantirà la concezione, lo sviluppo, l’istruzione e l’applicazione delle competenze.
FAQ sul concetto generale spazio cosmico
28.10.2025,
20.10.2025,
La FST mette in guardia contro le conseguenze della mozione Seiler Graf (25.3897)
Con un comunicatostampa, la Federazione Sportiva Svizzera di Tiro (FST) mette in guardia contro le conseguenze di vasta portata della mozione della consigliera nazionale Priska Seiler Graf, che mira a limitare il possesso privato dell'arma personale militare.
«Questa mozione non mette a rischio solo il tiro sportivo, ma anche valori fondamentali della nostra società», afferma Luca Filippini, presidente della FST.
«L’arma personale militare è parte della tradizione militare svizzera e rappresenta fiducia e responsabilità», ha dichiarato Filippini nel comunicato stampa del 17 ottobre 2025.
La FST vede in questo un problema di principio: «È una tattica a pezzetti - passo dopo passo, il possesso privato di armi viene limitato fino a scomparire del tutto».
La FST si batte per il mantenimento del possesso privato e responsabile di armi. Le esperienze con l’iniziativa per la proibizione della detenzione di armi dimostrano che le limitazioni generalizzate non aumentano la sicurezza, ma colpiscono proprio coloro che non rappresentano un rischio - i soldati di milizia e i cittadini responsabili.
«Ci battiamo per la sicurezza, ma non a scapito della nostra cultura», continua Filippini. «Un nonno che insegna a sparare al nipote non è un rischio, ma un esempio da seguire».
09.09.2025,
Comunicato stampa
Ritiro delle armi militari e consegna a domicilio delle munizioni tascabili – L'ASM è sconcertata dalla mancanza di lungimiranza del Consiglio federale!
Berna, 01.09.2025. – L'Associazione delle società militari svizzere (ASM) è sconcertata dalle due recenti decisioni del Consiglio federale: da un lato, sostenere una mozione parlamen- tare che prevede il ritiro delle armi militari private che sono state cedute in proprietà ai sol- dati dopo il servizio obbligatorio e, dall'altro, respingere una mozione che chiede la con- segna a domicilio delle munizioni tascabili. In questo modo il Consiglio federale dimostra di essere ancora profondamente addormentato in materia di politica di sicurezza e, peggio an- cora, di opporsi al nostro esercito di milizia, allontanandosi sempre più dal concetto e dalla tradizione del soldato di milizia armato. L’ASM si opporrà con tutti i mezzi e sosterrà l'alleanza borghese a Berna.
Secondo la promotrice della mozione e i suoi 33 sostenitori, non è compito dell'esercito lasciare ai soldati svizzeri le armi utilizzate per commettere omicidi domestici. Pertanto, le armi d'ordinanza private che sono state cedute ai soldati come proprietà dopo il servizio militare devono essere riti- rate se il proprietario non le ha utilizzate per il tiro sportivo da più di dieci anni. Ciò dovrebbe raf- forzare la prevenzione nel campo degli omicidi domestici. Il Consiglio federale sostiene proprio questa iniziativa, perché ritiene evidentemente che il disarmo arbitrario degli ex soldati riduca al minimo il rischio di omicidi nelle abitazioni private.
La posizione del Consiglio federale è un affronto al nostro esercito di milizia
L’ASM, voce nazionale delle associazioni militari e delle società di tiro, è scioccata da questa posi- zione del Consiglio federale, del tutto incomprensibile e caratterizzata da una mancanza di lungimi- ranza. La detenzione di armi d'ordinanza nella propria abitazione è già oggi rigorosamente regola- mentata e controllata. A tal fine è necessario un permesso di acquisto di armi verificato dal Can- tone. Con il sostegno alla mozione della sinistra, il Consiglio federale mina la fiducia nell'esercito di milizia e nei tiratori del nostro Paese. È segno di mancanza di lungimiranza da parte del Consiglio federale da un lato sottolineare regolarmente la situazione di tensione e dall'altro affossare misure relativamente semplici.
Atteggiamento incomprensibile del Consiglio federale anche per quanto riguarda la consegna a domicilio di munizioni tascabili
Altrettanto fastidiosa per l’ASM è la recente decisione del Consiglio federale secondo cui i nostri soldati non devono conservare munizioni a casa, nonostante la situazione di sicurezza e di minac- cia in Europa continui ad essere molto tesa. Proprio questo, la consegna a domicilio delle munizi- oni tascabili, è quanto chiede l'iniziativa del consigliere nazionale dell'UDC Walter Gartmann. In- fatti, la decisione del Consiglio federale del 2007 di non consegnare più munizioni ai soldati a casa era solo una sospensione «fino a nuovo ordine», subordinata alla futura situazione della politica di sicurezza. Da allora, il mondo è completamente cambiato a causa del continuo inasprimento della situazione della politica di sicurezza. Sarebbe irresponsabile non consegnare in futuro munizioni tascabili ai nostri ufficiali, sottufficiali e soldati.
L'ASM lo ha già spiegato in modo approfondito nella sua presa di posizione del 18 aprile 2025. Per questo motivo si oppone con convinzione all'incomprensibile posizione del Consiglio federale sulla consegna a domicilio delle munizioni tascabili. L’ASM sosterrà con determinazione la mozione Gartmann e l'alleanza borghese e farà tutto il possibile affinché l'esercito di milizia non venga inde- bolito in modo inopportuno nella sua capacità di difesa, ma venga invece rafforzato con deter- minazione, tra l'altro con la misura preventiva della consegna a domicilio delle munizioni tascabili.
Contatto: Colonnello SMG Stefan Holenstein, Presidente ASM, +41 79 241 59 57
L'Associazione delle società militari svizzere (ASM) è un'associazione militare indipendente ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 VATV. L'ASM riunisce attualmente 42 associazioni e società militari (associazioni di sottufficiali, ufficiali e specialisti) con oltre 200 000 membri. Il suo scopo è il sostegno reciproco nelle attività fuori servizio e prende posizione in modo deciso su ques- tioni di politica di sicurezza e militare.
www.vmg-asm.ch
19.07.2025,
Sapersi difendere per non doversi difendere
Sulla situazione dell’Esercito svizzero dopo la svolta epocale
Testo: Comandante di corpo Thomas Süssli, Capo dell'esercito
07.07.2025,
Precision Rifle Series Switzerland
Matteo Marcionetti - Il Tiro dinamico a Lunga Distanza (o Dynamic Long Range DLR) e una disciplina che si sta espandendo sempre di più: conosciamola meglio.
II Tiro dinamico a Lunga Distanza (o Dynamic Long Range, DLR) e una disciplina di tiro sportivo nata negli Stati Uniti ed è focalizzata sulla precisione a lunga distanza. La disciplina deriva dal tiro pratico.
II DLR, come le altre discipline di tiro pratico tipo la IPSC, mira a bilanciare velocita e precisione: non serve a niente sparare solo veloce, bisogna anche colpire...
Si utilizza un fucile munito di ottica di puntamento a reticolo millesimato e, dove le piazze di tiro lo impongono, anche l'impiego di un soppressore di suono.
Gli obiettivi, spesso di dimensioni ridotte e realizzati in acciaio, sono posti a distanze variabili tra i 200 e i 1'200 metri. I tiratori devono colpire questi bersagli da barricate artificiali o naturali entro un tempo limite prestabilito, accumulando punti in base al numero di colpi che vanno a segno.
Le posizioni di tiro sono dunque molto diverse tra loro e vanno dalla posizione prona, a quella addossata ad una barricata, in ginocchio, ecc.
Le distanze possono essere sia conosciute (KD) sia sconosciute (UKD), richiedendo ai partecipanti una solida comprensione della balistica del loro facile, cosl come degli influssi atmosferici, altrimenti il numero dei colpiti si riduce rapidamente.
Da questa disciplina: e nata la PRS (Precision Rifle Series) con sede negli USA e che si sta espandendo in tutto il mondo.
La PRS e l'organizzazione che promuove la disciplina di tiro a media e lunga distanza, le competizioni sono eventi individuali o a squadra e sono progettati per testare le capacita dei tiratori di sparare con precisione, correggere efficacemente i fattori ambientali, e risolvere rapidamente i problemi.
Ogni COF (course of fire / percorso di tiro) in un evento PRS sarà di natura molto pratica, a seconda della categoria potrà avere differenti modalità di svolgimento e interesserà tutte le peculiarità del tiro di precisione con arma lunga.
Anche in Europa, la PRS Europe organizza una Pro Senes Europea e i campionati nei vari Paesi (PRS Spagna, Italia, UK, Norvegia, Francia, Danimarca, ecc.). I vari Paesi organizzano delle gare che in base alle caratteristiche della competizione stessa possono essere classificate come "Pro Series".
I punti ottenuti in queste competizioni dei singoli Paesi, danno la possibilità ai partecipanti di accedere alla classifica Pro Series Europa (con la relativa finale che nel 2025 si terrà in Italia) e poi eventualmente alla finale della Pro Series USA. Gli appassionati sono dunque invogliati a partecipare alle varie competizioni per "raggranellare punti".
Parallelamente, con qualche anno di ritardo, è stata creata anche la IPRF (International Precision Rifle Federation), questa Federazione si adopera ad organizzare i campionati del mondo di disciplina ogni due anni.
Negli anni pari viene organizzato il campionato del mondo Centerfire (armi a percussione centrale) mentre negli anni dispari quello di Rimfire (armi a percussione anulare). Il primo campionato del mondo Centerfire si è svolto in Francia e già al primo campionato del mondo la Svizzera era presente com una delegazione di 5 tiratori: Daniele Papa, Damian Caminda, Danilo Soldati, Tomas Steiger (ex presidente SVDS) e il sottoscritto.
II campionato del mondo si è svolto con il dominio degli USA, come successo poi in quello di Rimfire del 2023 in Italia e nel mondiale casalingo nel 2024 in Colorado, dove però anche altre nazioni hanno cominciato a fare capolino nella prti alte della classifica.
Quest'anno è stata fondata anche la PRS Svizzera "IPRFSuisse" mettendo assieme i due più importanti enti in una federazione svizzera che ha l''intento di promuovere questo sport anche alle nostre latitudini.
Peril momento è possibile solamente organizzare da noi solo competizioni con fucili di piccolo calibro (.22 LR). La prima è stata svolta nel 2024 a Walenstadt, conun'affluenza di 36 tiratori da tutta la Svizzera e dalla Germania. Nel 2025 la gara sarà proposta sempre a Walenstadt il 16 agosto (iscrizioni sono possibili via Practiscore https://practiscore.com/2-phoenix-rising-22lr/register). Si nota già un incremento di interesse di questa disciplina, le registrazioni ad oggi hanno già superato quelle dell'anno precedente.
Il comitato si sta impegnando per poter avere anche una gara di Centerfire nel futuro non troppo lontano, cosi da poter avere un campionato nazionale degno di questo nome.
Anche se solo come spettatori siete tutti benvenuti il 16 agosto alla gara svizzera di PRS, cosi potrete farvi un'idea di persona di questa disciplina e, perchè no, magari iniziare anche voi a praticarla. Indirizzo: Paschgastrasse 20, 8880 Walenstadt. Maggiori informazioni sul sito https://www.pftc.ch/phoenix rising.
Vi aspettiamo numerosi e saremmo molto grati se poteste spargere la voce nelle varie società, e non solo.
05.07.2025,
«La sicurezza della Svizzera 2025»: il confronto globale ha effetti diretti sulla Svizzera
Berna — La situazione della sicurezza intorno alla Svizzera peggiora di anno in anno. Tra gli Stati Uniti da un lato e la Cina e Russia dall’altro, si delineano i contorni di un confronto globale. Questo ha effetti diretti sulla Svizzera: la minaccia di spionaggio è elevata e le attività di proliferazione stanno aumentando. La minaccia terroristica resta alta. Particolarmente preoccupante è l’aumento della radicalizzazione online dei giovani. Nel nuovo rapporto sulla situazione «La sicurezza della Svizzera 2025», il Servizio delle attività informative della Confederazione (SIC) valuta la situazione delle minacce per il nostro Paese.
L’ordine internazionale è in fase di trasformazione. La rivalità tra Stati Uniti e Cina plasmerà profondamente la politica di sicurezza globale nei prossimi anni. Russia, Cina, Corea del Nord e Iran stanno intensificando la loro collaborazione e vogliono modificare l’ordine internazionale da loro percepito come dominato dall’Occidente. È probabile che la guerra della Russia contro l’Ucraina continui anche nel 2025. Parallelamente si è inasprito il conflitto tra Israele e Iran: a giugno 2025 Israele ha lanciato attacchi militari contro il programma nucleare iraniano. La concomitanza di queste crisi aumenta l’insicurezza globale.
Spionaggio, elusione delle sanzioni e proliferazione: la Svizzera come obiettivo strategico
Il confronto globale aumenta la pressione sulla Svizzera. Quale sede di numerose organizzazioni internazionali e centro di innovazione, essa è nel mirino dei servizi segreti stranieri. Le principali minacce di spionaggio provengono da Russia e Cina, le quali mantengono una forte presenza d’intelligence su territorio svizzero. Sono interessati alle autorità federali, alle aziende, alle organizzazioni internazionali e agli istituti di ricerca.
La crescente competizione tra le grandi potenze rende la Svizzera anche un obiettivo privilegiato per i tentativi di elusione delle sanzioni e la proliferazione. Russia, Iran e Corea del Nord cercano sempre più di ottenere, tramite la Svizzera, beni a duplice impiego e tecnologie per i loro programmi militari e nucleari.
Il SIC contribuisce in maniera importante, in stretta collaborazione con la Segreteria di Stato dell’economia (SECO), nell’individuazione e nell’impedimento di tentativi di elusione delle sanzioni. Inoltre, il SIC e la SECO sensibilizzano le aziende svizzere sui rischi legati a spionaggio, elusione delle sanzioni e proliferazione.
Minaccia terroristica: prevenzione e rilevamento precoce al centro
La minaccia terroristica in Svizzera è elevata ed è caratterizzata da individui ispirati all’ideologia jihadista. La radicalizzazione online dei giovani è una sfida particolare. Può avvenire rapidamente; pertanto, il rilevamento precoce è cruciale. Gli interessi ebraici e israeliani – in particolare persone e strutture – restano esposti.
Il SIC collabora strettamente con scuole, organizzazioni giovanili e forze di polizia. L’obiettivo è identificare tempestivamente i processi di radicalizzazione e intervenire in modo preventivo.
Infrastrutture critiche nel mirino
Per gli operatori delle infrastrutture critiche in Svizzera, gli attacchi informatici rappresentano una minaccia significativa. Nel contesto della guerra ibrida, attacchi di sabotaggio mirati– condotti da attori statali con mezzi cinetici o cibernetici –potrebbero avere quale obiettivo il danneggiamento di altri stati, alleanze o istituzioni dipendenti da queste infrastrutture.
La Svizzera nel mirino: la tecnologia come chiave del potere
«La Svizzera deve considerare la situazione della sicurezza in un contesto globale», afferma Christian Dussey, direttore del SIC. «Il confronto globale ci riguarda direttamente. Il nostro radar strategico segnala attualmente 15 punti focali di crisi – non abbiamo mai registrato una simile densità di minacce tutte allo stesso tempo. Non siamo solo osservatori – siamo anche direttamente coinvolti. A ciò si aggiunge la lotta per la supremazia tecnologica. Oggi la tecnologia è una chiave fondamentale del potere. Anche la Svizzera, in quanto polo dell’innovazione, è direttamente interessata, ad esempio per quanto riguarda attività di spionaggio e altri interventi di intelligence. Il SIC e le altre autorità di sicurezza in Svizzera sono fortemente sollecitate da queste sfide. Si tratta di sfide che possono essere affrontate solo in stretta collaborazione con i nostri partner nazionali e internazionali.»
30.06.2025,
Comunicato stampa
Prima la ricostruzione, poi la rapida espansione: le finanze dell'esercito devono raggiungere l'1% del PIL al più tardi nel 2030 e aumentare almeno al 2% del PIL a partire dal 2031!
Berna, 28 giugno 2025 – La 3a Giornata della milizia dell'Associazione delle società militari svizzere (ASM), svoltasi il 28 giugno 2025 nella caserma militare di Berna, è stata incentrata sulle osservazioni del Capo dell'Esercito (CdA), Comandante di Corpo Thomas Süssli, sulla situazione dell'Esercito svizzero dopo il cambiamento epocale. Il discorso si basa sul suo manifesto pubblicato il 10 giugno 2025, intitolato "Essere in grado di difendere per non doverlo fare". L‘ASM sostiene questo forte e importante impegno per il rafforzamento della capacità di difesa dell'esercito in tutti i punti e chiede anche un aumento delle finanze dell'esercito all'1% del PIL entro il 2030 al più tardi per la ricostruzione e ad almeno il 2% del PIL dal 2031 per l'urgente ulteriore espansione dell'esercito. Solo così la Svizzera potrà di- fendere in modo credibile la propria sovranità – sul terreno, nell'aria e nel cyberspazio.
Il cambiamento epocale è arrivato da tempo. In Europa infuria la guerra, scatenata dall'attacco russo all'Ucraina di oltre tre anni fa. Un numero sempre maggiore di Paesi mette in discussione l'attuale ordine di sicurezza basato sulle regole e si batte per un nuovo ordine mondiale multipo- lare. La politica di potenza ha persino preso lo scettro in Europa. La guerra in Ucraina dovrebbe essere un campanello d'allarme per la sicurezza dell'Europa e della Svizzera. Ma mentre i Paesi della NATO, come deciso al vertice dell'Aia di questa settimana, stanno aumentando in modo sig- nificativo i loro bilanci per la difesa, portandoli al 3,5% (per le spese militari in senso stretto) o al 5% (compresi i settori legati alla difesa) del PIL, la Svizzera – nella sua sorprendente mancanza di preoccupazione – si attiene a un bassissimo 0,8% del PIL. La questione ancora irrisolta del finanzi- amento dell'esercito in Svizzera ha dominato la terza giornata della milizia organizzata oggi a Berna dall‘ASM.
Il Consigliere nazionale Reto Nause e il Consigliere di Governo Philippe Müller: la sicurezza prima della politica finanziaria
Nei loro interventi, sia il Consigliere nazionale Reto Nause (Centro), recentemente divenuto Presi- dente dell'Alleanza per la sicurezza svizzera, sia il Direttore della sicurezza bernese Philippe Mül- ler (PLR) hanno sottolineato che l'esercito ha urgentemente bisogno di maggiori risorse per trasfor- marsi rapidamente dall'attuale esercito di formazione in una forza di difesa credibile e pronta al combattimento. Con un aumento significativo dei fondi stanziati, questo obiettivo verrebbe rag- giunto molto più rapidamente, altrimenti ci vorrebbe molto più tempo. Entrambi i politici sono d'ac- cordo: semplicemente non abbiamo questo tempo. La sicurezza deve avere la precedenza sulla politica finanziaria e di partito!
Il Comandante di corpo Thomas Süssli sull'esercito: pianificare sì, ma pianificare la sicurezza non garantita
Nel suo discorso programmatico, basato sul manifesto del 10 giugno 2025 "Dobbiamo essere in grado di difenderci per non doverlo“, il Comandante di corpo e Capo dell'Esercito Thomas Süssli ha sottolineato ancora una volta con chiarezza che esistono enormi lacune di capacità, anche nella difesa dalle minacce aeree, uno degli scenari più pericolosi per la Svizzera. Il mondo non sarà più come prima. La Svizzera deve dimostrare in modo credibile di essere pronta a difendere la propria sovranità – sul terreno, nell'aria e nel cyberspazio – in conformità con l'attuale e tanto più im- portante dissuasione. Tuttavia, è irresponsabile che due terzi dei soldati di milizia non possano es- sere equipaggiati e muniti per adempiere al mandato di difesa. Per attuare il piano esistente, l'eser- cito ha bisogno di una sicurezza di pianificazione in termini di materiale, personale, finanze e cooperazione internazionale. Tuttavia, il tempo sta per scadere.
Per l‘ASM, questa valutazione e gli ultimi sviluppi nei Paesi della NATO dovuti al massiccio aumento delle spese per la difesa rendono ancora più evidente che le finanze militari della Sviz- zera devono essere portate all'1% del PIL al più tardi entro il 2030 e aumentate ad almeno il 2%, cioè il doppio, a partire dal 2031, per ampliare urgentemente le forze armate. Il Consiglio federale e il Parlamento sono chiamati ad assumersi finalmente la propria responsabilità per la sicurezza della Svizzera!
Contatto:
Colonnello SMG Stefan Holenstein, Presidente ASM, +41 79 241 59 57
L'Associazione delle società militari svizzere (ASM) è un'organizzazione militare mantello indipendente ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 dell'AFC. L‘ASM riunisce attualmente oltre 40 associazioni e società militari (sottufficiali, ufficiali e società specializ- zate) con oltre 200.000 membri. Il suo scopo è quello di fornire un sostegno reciproco nelle attività fuori servizio e di pren- dere una posizione decisa sulle questioni di sicurezza e di politica dell'esercito.
www.vmg-asm.ch
20.05.2025,
Il riarmo (in)sostenibile dell’Europa
tratto da Analisi Difesa, di Gianandrea Gaiani

“Abbiamo bisogno di un’industria della difesa forte, dato che la nostra Unione si assume una maggiore responsabilità per la propria difesa: non è solo una questione di sicurezza, ma anche di competitività” ha dichiarato il 12 maggio il presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen in un messaggio pubblicato sui social a margine del suo intervento al dialogo strategico sul futuro dell’industria della Difesa europea.
La presidente della Commissione ha detto di aver “incontrato i leader dell’industria europea per sentire da loro” come l’Ue “può sostenere ancora di più questo settore cruciale. Il dialogo ha sottolineato il ruolo cruciale dell’industria europea della difesa nella salvaguardia della sicurezza europea in un panorama geopolitico in rapida evoluzione”.
Von der Leyen si è concentrata nel suo intervento sulla necessità per l’industria europea “di rispondere su scala e in tempi rapidi“.
Riconoscendo gli sforzi compiuti dall’industria dopo l’inizio della guerra di aggressione della Russia contro l’Ucraina, citando l’esempio dell’aumento significativo della produzione e l’apertura di nuove linee di produzione ha parlato delle persistenti sfide strutturali che il settore deve affrontare. Tra queste sfide, secondo von der Leyen, ci sono la frammentazione della domanda e dell’offerta, gli ostacoli normativi, l’accesso alle materie prime, la necessità di tenere il passo con cicli di innovazione rapidi e cicli di feedback più brevi, l’accesso ai finanziamenti, e l’accesso alla manodopera qualificata (soprattutto Stem).
Per affrontare questi problemi, la Commissione ha ribadito il suo impegno a lavorare a stretto contatto con le parti interessate del settore, fa sapere Bruxelles. L’industria è invitata a condividere le proprie valutazioni e informare le prossime iniziative, tra cui il pacchetto Omnibus sulla Difesa, che sarà presentato nel giugno 2025. Questo pacchetto razionalizzerà le norme e i regolamenti che riguardano le certificazioni, le autorizzazioni, gli appalti congiunti e altre questioni.
I partecipanti si sono impegnati in discussioni costruttive su alcune aree chiave, come la garanzia degli investimenti, il rafforzamento della cooperazione industriale nel settore della difesa, la promozione dell’innovazione e del progresso tecnologico, la sicurezza delle catene di approvvigionamento e l’investimento nelle competenze e nello sviluppo della forza lavoro.
Da tempo la UE tende ad attribuire alla diversificazione di programmi e stanziamenti dei singoli stati membri le difficoltà ad attuare un ampio programma europeo: un approccio legittimo per una Commissione che punta a sottolineare il rischio di guerra con la Russia e le carenze nel settore militare come leve per progredire rapidamente verso un’integrazione militare dell’Europa che nessun trattato però prevede né si vedono all’orizzonte obiettivi perseguibili nella costituzione di una Federazione Europea che consenta la costituzione di forze armate comuni o la definizione di una politica estera comune.
In realtà i problemi strutturali che oggi rendono politicamente impossibile ed economicamente insostenibile il massiccio riarmo dell’Europa sono prettamente finanziari e industriali. Modificare l’impostazione delle industrie europee per la Difesa verso produzioni di massa è un processo che richiede forti investimenti, diversi anni, molte migliaia di nuovi lavoratori specializzati non reperibili oggi sul mercato e soprattutto un agevole e conveniente accesso a materie prime, acciaio, esplosivo e soprattutto energia a buon mercato.
Condizioni inesistenti oggi in Europa dove da quasi tre anni la rinuncia al gas russo a buon mercato ha determinato calo della produzione industriale, progressiva de industrializzazione, incremento dei costi energetici, inefficienza ed elevati costi delle linee di approvvigionamento e difficoltà a reperire materie prime sempre più costose.
Costi triplicati
Fonti militari hanno riferito ad Analisi Difesa che rispetto al 2021 il costo di quasi tutti i prodotti militari è triplicato: elemento che induce a valutare che se oggi le nazioni europee riuscissero a triplicare la quota del bilancio della Difesa e della Funzione Difesa dedicata agli investimenti, con risorse finanziarie triplicate potremmo acquistare lo stesso numero di armi, equipaggiamenti e munizioni di quattro anni or sono.
Negli ultimi mesi del 2024 fonti industriali rilevavano ad Analisi Difesa che tra il 2021 e il 2024 il prezzo medio dell’esplosivo a uso militare è lievitato del 90%, l’acciaio del 59%, l’alluminio del 50%, i circuiti stampati del 64% e la carpenteria leggera di oltre il 100%.

Un proiettile d’artiglieria da 155 mm (senza spoletta, sistema di guida e carica di lancio) prodotto in Europa costa all’acquirente tra i 2.500 e i 4.000. Se si considera che nel conflitto in Ucraina i russi arrivano sparare anche 15/18 mila proiettili al giorno e gli ucraini 5/6mila si comprende quale sforzo finanziario sia richiesto oggi per riempire i magazzini e sostenere la guerra dell’Ucraina, peraltro nei limiti delle capacità produttive europee e statunitensi.
Le bombe d’aereo Mk 82 da 227 chili sono passate, a seconda del tipo di esplosivo impiegato, da 6mila a 9mila e da 12 mila a 20 mila euro tra il 2021 del 2024. Costi che riguardano il solo “corpo bomba”, senza i sistemi di guida che le rendono precise. Allo stesso modo è cresciuto il costo delle Mk 83 da 554 chili mentre le MK 84 da 908 chili sono raddoppiate di costo, da 30 mila euro nel 2021 a 60 mila nel 2024.
Queste considerazioni aiutano a comprendere come l’incremento delle spese militari gonfierà i bilanci della Difesa ma non consentirà di acquistare maggiori quantità di sistemi d’arma o munizioni. Anzi, l’aumentato costo dell’energia, dell’esplosivo, delle materie prime in aggiunta alla difficoltà di reperimento delle stesse nelle quantità necessarie, comporta che anche stanziando maggiori risorse finanziarie si potranno acquistare meno prodotti rispetto al 2021.
Il caso della Gran Bretagna è emblematico: con una spesa militare incrementata fino a raggiungere il 2,3 per cento del PIL nel 2025, con un incremento del 15 per cento rispetto al 2023, Londra ha dovuto radiare una cinquantina di aerei da combattimento Typhoon Tranche 1, 30 elicotteri CH-47 e Puma, 55 droni e 5 navi militari oltre a trovarsi con il livello minino di effettivi dai tempi delle guerre napoleoniche. Inoltre ha radiato tutti i semoventi d’artiglieria AS 90 che verranno rimpiazzati solo dal 2030 da nuovi obici ruotati.
In Germania, dove il cancelliere Frederich Merz ha dichiarato di voler logorare la Russia costringendola a una guerra prolungata in Ucraina fino a convincerla ad accettare un cessate il fuoco, il Centro Studi Bruegel e il Kiel Institute hanno messo a confronto i costi di alcuni mezzi terrestri occidentali con gli omologhi russi e cinesi.
In tema di carri armati un Leopard 2 A8 costa oggi 29 milioni di euro contro i 17,5 di un M1A2 Abrams statunitense, i 9,2 di un più vecchio Leopard 2A6, i soli 4,1 milioni di un T90 russo e i 2,3 milioni del cinese Type 99A

Considerato che la guerra in Ucraina ha confermato che non esistono armi risolutive o “game changer” e che nessun carro armato è invulnerabile vale la pena sottolineare che con il costo di un singolo nuovissimo Leopard 2A8 si producono 7 T-90.
Il confronto tra semoventi d’artiglieria non cambia i termini della questione: il cingolato tedesco Pzh 2000 costa 17 milioni di euro, circa il triplo dei ruotati Caesar francese e Zuzana slovacco ceco (5,9 milioni) mentre il sudcoreano K9 Thunder che tanto successo sta avendo in Europa costa 3 milioni e il russo 2S19 MSTA-S appena 1,4 milioni, meno dell’ucraino “2S2 Bohdana (2,3 milioni) che ha lo stesso prezzo del cinese Norinco PZL 05.

Il semovente russo costa ancor meno del vecchio M-109, ormai datato e consegnato all’Ucraina da molti alleati occidentali (Italia inclusa) in diversi esemplari il cui prezzo è valutato 1,6 milioni mentre con i costi di un Pzh-2000 i russi realizzano 12 MSTA-S.
L’Osservatorio dei conti pubblici italiani ha recentemente rilevato che gli aerei da combattimento occidentali più avanzati hanno raggiunto nel 2024 un costo pari a 169 milioni di euro per un Eurofighter Typhoon, 152 milioni per un F-35 e 119 milioni per un Rafale.
Difficile stabilire il prezzo di un Sukhoi Su-35 russo, che i cinesi pagarono 20 milioni di euro ad esemplare nel 2015: se oggi il suo costo fosse anche raddoppiato rappresenterebbe sempre un terzo o un quarto dei suoi concorrenti occidentali.
Certo il costo di un sistema d’arma va misurato tenendo conto di tante voci, inclusi gli armamenti e il supporto logistico, ma resta indubbia la differenza di prezzo tra i prodotti europei e occidentali rispetto ai concorrenti russi o cinesi.
Le motivazioni
Come la Commissione Europea, anche gli analisti tedeschi attribuiscono il fenomeno alla frammentazione del mercato Ue, all’assenza di un mercato unico, alle commesse dei singoli stati e all’assenza di un sistema di acquisizioni comune a tutti gli stati membri.
“I governi europei ordinano quantità relativamente piccole di armi e munizioni. Di conseguenza, è difficile beneficiare delle economie di scala, che in linea di principio porterebbero a una produzione più rapida ed economica e a volumi di produzione più elevati. Ciò è dovuto anche a un mercato frammentato per i prodotti della difesa, in cui ogni paese dell’UE ordina separatamente” si legge nello studio di Bruegel.
A queste motivazioni occorrerebbe però aggiungerne altre, come le condizioni economiche, vero fattore penalizzante per l’Europa. A differenza della Russia, che dispone di tutte le materie prime e di energia infinita a prezzo stracciato, l’Europa paga oggi l’assenza delle materie prime, il costo dell’energia più alto tra tutte le aree industrializzate del mondo al punto da aver costretto molte acciaierie a chiudere almeno parte degli stabilimenti mentre in Polonia la Huba Czestochowa è stata rilevata direttamente dal ministero della Difesa.

Vi è poi un’altra differenza non irrilevante tra il sistema produttivo russo e quello Occidentale che contribuisce a far lievitare i costi del riarmo europeo.
Dal 2022 tutte le aziende occidentali del settore Difesa, su entrambe le sponde dell’Atlantico, hanno visto gonfiarsi gli ordini, i ricavi e le quotazioni borsistiche con i relativi dividendi per gli azionisti che in Europa sono spesso anche gli stessi stati.
L’apparato industriale russo (nelle foto sopra e sotto uno stabilimento per la produzione di carri armati), incentrato sul colosso pubblico Rostec (800 tra aziende e centri di ricerca situati in 60 regioni per un totale di oltre 600 mila dipendenti), nel momento in cui ha ridotto le esportazioni per soddisfare le esigenze belliche nazionali ha ridotto drasticamente i profitti perché “la società ha preso più ordini dalla Difesa, con una redditività nulla o addirittura negativa”, come ha sottolineato l’amministratore delegato di Rostec, Sergei Chemezov.
Potremmo quindi affermare che l’industria della Difesa russa lavora per la Patria mentre quella occidentale per i dividendi degli azionisti.
Al tema delle armi e munizioni vanno aggiunte le difficoltà che si riscontrano in tutto l’Occidente non solo ad arruolare personale militare ma anche solo a mantenere gli attuali risicati numeri di militari professionisti in servizio.
Se anche fosse possibile incrementare sensibilmente gli organici con volontari o un ritorno almeno parziale alla leva militare, occorrerebbe istituire nuove strutture logistiche (caserme, ospedali militari, ecc.) oltre ad equipaggiare, addestrare e retribuire le nuove reclute con tempi che richiederebbero diversi anni e costi stimabili in molti miliardi di euro. Peraltro in un contesto di scarso sostegno sociale a un riarmo che drenerebbe fondi da welfare e spesa sociale e comporterebbe ulteriore indebitamento pubblico.

Per tutte queste ragioni, il massiccio riarmo dell’Europa, nella misura in cui viene oggi da più parti evocato, appare politicamente inattuabile e finanziariamente insostenibile.
Le nazioni aderenti alla NATO avrebbero dovuto iniziare a potenziare le proprie forze militari almeno dal Vertice di Bucarest che nel 2008 ufficializzò la volontà di incorporare nell’Alleanza Atlantica sia l’Ucraina che la Georgia. Quasi una dichiarazione di guerra alla Russia, da cui però abbiamo continuato a importare quell’energia in quantità infinita e a basso costo che avrebbe consentito produzioni militari a prezzi ragionevoli, oggi non più possibili.
Meglio sarebbe oggi che l’Europa contribuisse a trovare una soluzione negoziata al conflitto russo-ucraino per ritornare ad avere condizioni favorevoli di approvvigionamento e costo dell’energia oltre che di accesso alle materie prime per dare vita almeno a quei programmi di potenziamento considerati più urgenti in ambito Ue e dai singoli stati membri.
Le carenze in battaglia dei mezzi tedeschi
Circa i mezzi di produzione tedesca, oltre al costo elevato va tenuto in considerazione anche il recente rapporto della Bundeswehr, reso noto in aprile da alcuni media in Germania, che evidenzia carenze emerse dall’impiego bellico in Ucraina.
Un documento interno, trascrizione di una lezione tenuta a circa 200 giovani ufficiali a Delitzsch (Sassonia), riporta le esperienze dei soldati ucraini e i problemi riscontri nell’impiego delle forniture militari provenienti dalla Germania. I resoconti riferiscono che il semovente Panzerhaubitze 2000 (Pzh 2000) è un “sistema d’arma eccezionale”, ma mostra “una vulnerabilità tecnica così elevata che la sua idoneità alla guerra è seriamente messa in dubbio”.

Il vecchio carro armato Leopard 1A5 (nella foto sotto) ha dimostrato di essere “affidabile” ma viene spesso utilizzato dagli ucraini “solo come artiglieria improvvisata a causa della sua debole corazza” mentre il più recente Leopard 2A6 presenta un costo delle riparazioni così elevato da renderle in molti casi non convenienti.
Anche i rapporti circa il sistema di difesa aerea IRIS-T sono critici: il sistema missilistico è definito molto efficace ma il costo dei missili è troppo alto e “non erano disponibili nelle quantità necessarie”.
Anche il sistema statunitense Patriot fornito dalla Germania viene indicato come un “eccellente sistema d’arma”, ma inadatto all’impiego campale perché i veicoli da trasporto prodotti dalla MAN sono troppo vecchi e non sono più disponibili pezzi di ricambio.
Paradossalmente gli elogi maggiori li hanno ricevuti il semovente antiaereo Gepard e il veicolo da combattimento cingolato Marder, mezzi rustici e da molto tempo radiati dai reparti tedeschi, definiti “efficienti e affidabili”.
Le esperienze ucraine sintetizzate nel documento valutano che “quasi nessun grande pezzo di equipaggiamento tedesco è completamente adatto alla guerra”. Spiegel ha riferito che né il Ministero della Difesa né KNDS Germania (che produce Leopard e Pzh-2000) hanno voluto commentare il documento classificato.

Negli ambienti militari tedeschi, nota sempre il giornale, è stato rilevato che le armi vengono utilizzate in Ucraina in condizioni estreme, il che comporta una forte usura mentre l’addestramento impartito in Germania al personale ucraino spesso non era sufficiente per la formazione tecnica sulla manutenzione e la cura dei mezzi e dei sistemi d’arma.
Inoltre in Ucraina mancano le infrastrutture in prima linea per garantire le catene di approvvigionamento delle riparazioni e manutenzioni i cui centri di assistenza risultano spesso ubicati lontano dalla prima linea.
Foto: KNDS, Rostec, Commissione Europa, Ministero Difesa Ucraino, Bundeswehr, friendsofeurope.org e Rheinmetall
Tabelle: Bruegel/Kiel Institute
18.05.2025,
L’ASM dà il benvenuto alla Federazione sportiva svizzera di tiro (FST)
e chiede la consegna a domicilio delle munizioni tascabili
Berna, 18 aprile 2025 – Questa settimana, l’Associazione delle società militari svizzere (ASM) ha approvato la richiesta di adesione all’ASM da parte della Federazione sportiva svi-zzera di tiro (FST) e dà il benvenuto al suo nuovo, 38° e probabilmente più importante membro. Per l’ASM, questo è il momento giusto per chiedere in modo serio, convincente ed enfatico l'abolizione della consegna a domicilio delle munizioni tascabili nel 2007. Infatti, la grave situazione della sicurezza e il fatto che l'esercito non sia pronto all'azione, anche a causa della totale mancanza di scorte di munizioni, sono per l’ASM le ragioni più importanti per cui il Consiglio federale e il Parlamento devono adeguare il regolamento e restituire a ogni soldato le proprie munizioni a casa.
L’ASM, la voce della milizia, può annunciare un nuovo importante membro sotto forma della Feder-azione sportiva svizzera di tiro (FST), che nel 2024 potrebbe festeggiare il suo 200° anniversario come importante attore della milizia. Il 15 aprile, il Consiglio direttivo dell’ASM ha approvato la richiesta di adesione della FST e le ha dato un caloroso benvenuto nell’ASM. La FST vanta da molti anni un'affiliazione stabile di circa 130.000 tiratori, tra cui circa 58.000 tiratori sportivi con li-cenza che partecipano a gare di titolo nazionale. Ciò significa che anche il numero di membri dell’ASM è aumentato in modo significativo.
Consegna a domicilio delle munizioni tascabili: parte di un concetto globale
Per l’ASM, ma soprattutto per la FST, devono essere presenti le condizioni concettuali, logistiche e di formazione per l'attuazione della consegna a domicilio delle munizioni tascabili. Le munizioni tascabili fanno parte del concetto generale di "adattamento e aggiornamento della mobilitazione". I requisiti logistici che devono essere soddisfatti, come la distribuzione, la tracciabilità, la sicurezza dello stoccaggio e la gestione efficiente dei depositi, sono particolarmente importanti. Questo perché gli obiettivi della consegna a domicilio sono una più rapida prontezza operativa delle truppe, la loro immediata capacità di difesa e quindi un esercito di milizia efficiente e credibile. Ciò va di pari passo con l'obiettivo primario della dissuasione.
L’ASM sostiene le relative mozioni in parlamento
La decisione del 2007 di non dare più ai soldati munizioni da portare a casa è stata un comprome-sso politico e, dal punto di vista odierno, un errore. All'epoca, il Consiglio federale non abolì la con-segna a domicilio delle munizioni tascabili, ma si limitò a sospenderla. La promessa fatta dal Con-siglio federale all'epoca era che in futuro la consegna delle munizioni sarebbe dipesa dalla situazi-one della sicurezza e sarebbe stata applicata "fino a nuovo ordine".
Da allora, il mondo è diventato un posto completamente diverso a causa del costante peggiora-mento della situazione della sicurezza. Anche una minaccia alla Svizzera nel breve-medio termine non è più considerata improbabile. Con l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022, la guerra è arrivata in Europa ed è destinata a rimanere ancora per un po'. Sarebbe irresponsabile non dotare i nostri ufficiali, sottufficiali e soldati di munizioni tascabili in futuro. È urgente agire, sop-rattutto perché non è certo che saremo in grado di fornire munizioni sufficienti per la distribuzione personale a causa delle scorte insufficienti di munizioni nell'esercito. La situazione attuale contrad-dice anche il modello di successo dell'esercito di milizia: sebbene l'arma personale sia conservata a casa, le munizioni non lo sono. Anche i Paesi stranieri, che altrimenti ci invidiano per il nostro sis-tema di milizia, sorridono di questa discrepanza. Oggi la capacità di difesa dell'esercito è fonda-mentale e deve iniziare innanzitutto con l'equipaggiamento completo del nostro personale di servi-zio. E questo oggi semplicemente non è il caso.
L’ASM accoglie quindi con favore il fatto che sia il Consiglio nazionale Walter Gartmann (nella ses-sione straordinaria, maggio 2025) che il Consiglio degli Stati Werner Salzmann (nella sessione estiva, giugno 2025) presenteranno mozioni sulla questione della consegna a domicilio delle muni-zioni tascabili. L’ASM sosterrà in modo proattivo le mozioni.
Contatto:
Colonnello SMG Stefan Holenstein, Presidente ASM, +41 79 241 59 57
L’Associazione delle società militari svizzere (ASM) è un'organizzazione militare indipendente ai sensi dell'art. 6 cpv. 1 dell'UFSP. L’ASM riunisce attualmente – senza includere la FST – 37 associazioni e società militari (sottufficiali, ufficiali e società specializzate) con circa 100.000 membri. Il suo scopo è quello di fornire un sostegno reciproco alle attività fuori ser-vizio e di prendere una posizione decisa sulle questioni di sicurezza e di politica militare.
Cfr. www.vmg-asm.ch.



