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02.08.2021,
 
 
 
Precipitazioni misurate il 25-28 luglio 2021
1 millimetro corrisponde a 1 l/m2
 
 
Serie storica delle portate annuali di piena
 
 
 
 
 
 
Si sottolinea l’eccezionalità dell’evento per Breggia e Faloppia, mentre per il Laveggio e lo Scairolo si tratta di una piena frequente.
 
Dati provvisori raccolti dalla rete idro-meteorologica gestita dall’Istituto scienze della Terra (SUPSI) su mandato cantonale (DT-Ufficio dei corsi d’acqua) e dalla rete di monitoraggio federale dei corsi d’acqua
 
 
 
 
30.06.2021,

Air2030: decisione del Consiglio federale sull’acquisto di 36 aerei da combattimento del tipo F-35A

Berna, 30.06.2021 – Nella sua seduta del 30 giugno 2021 il Consiglio federale ha deciso di sottoporre al Parlamento l’acquisto di 36 aerei da combattimento del tipo F-35A del produttore statunitense Lockheed Martin e l’acquisto di 5 unità di fuoco del tipo Patriot del produttore statunitense Raytheon. I due sistemi proposti si sono contraddistinti nella fase di valutazione per la più ampia gamma di benefici e i minori costi complessivi. Il Consiglio federale è convinto che i due sistemi sono i più idonei per proteggere anche in futuro la popolazione svizzera dalle minacce aeree.

 

Gli attuali mezzi delle Forze aeree giungeranno al termine della loro durata di utilizzazione nel 2030. Per poter continuare a proteggere la popolazione Svizzera dalle minacce aeree, il Consiglio federale intende sostituire gli attuali aerei da combattimento e acquistare un nuovo sistema di difesa terra-aria a lunga gittata (DTA LG). In occasione della votazione popolare del 27 settembre 2020 è stata approvata una decisione programmatica che prevede l’acquisto di nuovi aerei da combattimento con un volume finanziario massimo di 6 miliardi di franchi. Per il sistema DTA LG è previsto un volume finanziario di 2 miliardi di franchi (stato per ambedue gli importi menzionati: indice nazionale dei prezzi al consumo, gennaio 2018).

La decisione del Consiglio federale poggia su un’ampia valutazione tecnica durante la quale sono stati esaminati, per il nuovo aereo da combattimento, quattro candidati (Eurofighter di Airbus, Germania; F/A-18 Super Hornet della Boeing, Stati Uniti; F-35A di Lockheed Martin, Stati Uniti; Rafale di Dassault, Francia) nonché due candidati per il sistema DTA LG (SAMP/T di Eurosam, Francia; Patriot di Raytheon, Stati Uniti).

Aerei da combattimento: l’F-35A presenta la più ampia gamma di benefici ed è di gran lunga il modello più economico

Tutti i candidati hanno soddisfatto i requisiti per la Svizzera. Sia nel caso degli aerei da combattimento, sia nella valutazione del sistema DTA LG un candidato è risultato nel contempo il prodotto con i massimi benefici e i costi più economici. Nel caso degli aerei da combattimento si tratta dell’F-35A, che ha conseguito il punteggio più elevato a livello di benefici: 336 punti, distanziando chiaramente di 95 e più punti gli altri candidati. È il candidato con il migliore punteggio in tre dei quattro criteri principali:

• efficacia: l’F-35A ha conseguito il miglior risultato grazie al suo netto vantaggio tecnologico rispetto agli altri candidati. L’F-35A dispone infatti di nuovi sistemi, estremamente efficienti e totalmente interconnessi, per la protezione e la sorveglianza dello spazio aereo. Presenta pertanto una superiorità tecnica a livello di informazioni ed è il candidato che consente ai piloti di ottenere la migliore consapevolezza della situazione in tutti i settori di compiti, in particolare nel servizio di polizia aerea quotidiano.

L’F-35A è inoltre l’unico modello integralmente concepito per essere in massimo grado difficilmente rilevabile da altri sistemi d’arma. La conseguente elevata capacità di sopravvivenza rappresenta un vantaggio particolare per le Forze aeree svizzere.

L’utilizzazione relativamente semplice del sistema e la superiorità a livello di informazioni dell’F-35A incidono sui contenuti degli allenamenti e sul rapporto tra le ore di volo e le ore di addestramento al simulatore. Le ore di volo necessarie sono di circa il 20 per cento inferiori rispetto agli altri candidati. Rispetto agli attuali aerei da combattimento delle Forze aeree destinati ad essere sostituiti con l’F-35A, è inoltre necessario circa il 50 per cento in meno di decolli e atterraggi.

Il vantaggio tecnologico dell’F-35A, sistema d’arma all’avanguardia, resterà ineguagliato probabilmente per un lungo periodo. Considerato che il nuovo aereo sarà utilizzato prevedibilmente per 30 anni, si tratta di un’importante condizione favorevole rispetto agli altri candidati.

• Supporto del prodotto: l’F-35A ha conseguito la migliore valutazione grazie all’efficienza dimostrata a livello di esercizio e di manutenzione, a un’istruzione moderna e all’elevata sicurezza di approvvigionamento sull’arco dell’intera durata di utilizzazione. La sicurezza di approvvigionamento è dovuta anche al fatto che l’F-35A registra il maggior numero di unità sinora prodotte ed è impiegato anche in Europa dal più elevato numero di Paesi.

• Cooperazione: anche in questo ambito l’F-35A ha conseguito il miglior risultato. Offre possibilità complete di collaborazione a livello di esercizio e un ampio accesso a dati e a risorse tecnico-specialistiche.

• Offset diretto: al momento della presentazione, l’offerta dell’F-35A non ha conseguito il miglior risultato. La compensazione con affari offset pari al 60 per cento del valore contrattuale deve essere completamente realizzata al più tardi 4 anni dopo l’ultima fornitura.

Per quanto concerne l’entità della flotta, tutti e quattro i candidati coprono con 36 unità il fabbisogno per la protezione dello spazio aereo in una situazione persistente di tensione elevata. Il compito delle Forze aeree è quello di evitare che lo spazio aereo svizzero venga impiegato da parti coinvolte in un conflitto militare.

L’autonomia in materia di dati è garantita

Il Consiglio federale ha fondato la sua decisione anche sull’aspetto delle dipendenze tecnologiche dai produttori e dal Paese di produzione. Nell’acquisto di sistemi non è possibile escludere del tutto che sorgano dipendenze. È tuttavia risultato che tutti i candidati garantiscono la necessaria autonomia in materia di dati. L’F-35A assicura in particolare un ottimo livello di cibersicurezza poiché offre piene garanzie a livello di gestione dell’ambito ciber, sicurezza dell’architettura informatica e misure di protezione da cibereventi.

Come nel caso di tutti gli altri candidati, anche con l’F-35A la Svizzera determina autonomamente quali dati scambiare con altre aviazioni militari tramite connessioni data link o quali dati logistici riportare al produttore. L’esercizio e la manutenzione dell’aereo in Svizzera sono assicurati dalle Forze aeree e dalla RUAG Svizzera.

Il costo dell’F-35A è di circa 2 miliardi di franchi inferiore rispetto agli altri candidati

Oltre che a livello di benefici, l’F-35A ha conseguito di gran lunga il miglior risultato anche nell’ambito dei costi. È il più economico sia al momento dell’acquisto sia nel corso dell’esercizio. Al momento della presentazione delle offerte nel febbraio 2021, i costi d’acquisto ammontavano a 5,068 miliardi di franchi, rientrando chiaramente nel volume finanziario prescritto di 6 miliardi di franchi, approvato dall’elettorato svizzero. I costi d’acquisto rientrano nel credito quadro anche dopo il computo del rincaro sino al termine di pagamento.

L’F-35A è il modello più economico anche per quanto concerne i costi d’esercizio. I costi globali, comprendenti i costi d’acquisto e i costi d’esercizio, ammontano a circa 15,5 miliardi di franchi sull’arco di 30 anni.

La differenza di costo rispetto al modello giunto secondo in classifica relativamente ai costi è di circa 2 miliardi di franchi.

Difesa terra-aria a lunga gittata: il Patriot presenta i maggiori benefici con i minori costi

Per quanto concerne il sistema di difesa terra-aria a lunga gittata, il Patriot spicca, talvolta nettamente, in tutti e quattro i criteri principali. In particolare supera in maniera marcata l’SAMP/T a livello di efficacia. Il sistema è in grado di difendere spazi aerei sia autonomamente sia in combinazione con gli aerei da combattimento. È impiegabile sino a una quota di oltre 20 000 metri (in verticale) e ha una portata di oltre 50 chilometri (dimensione orizzontale). Nell’ambito dei sistemi DTA a lunga gittata si tratta di una distanza d’impiego eccezionalmente elevata. Il Patriot fornisce pertanto un contributo determinante alla difesa aerea integrata.

Per la difesa della superficie auspicata di 15 000 chilometri quadrati sono necessarie 5 unità di fuoco Patriot.

Per quanto concerne i costi, il Patriot si è dimostrato il modello più economico. I costi d’acquisto del Patriot – rincaro e imposta sul valore aggiunto compresi sino al termine di pagamento – ammontano a 1,970 miliardi di franchi. Considerati i costi d’esercizio calcolati sull’arco di 30 anni, i costi globali del Patriot ammontano a circa 3,6 miliardi di franchi. Il Patriot è pertanto risultato nettamente più economico dell’altro candidato. La compensazione con affari offset pari al 100 per cento del valore contrattuale deve essere completamente realizzata al più tardi 4 anni dopo l’ultima fornitura.

Verifica esterna dei risultati

La consigliera federale Viola Amherd ha incaricato lo studio legale zurighese Homburger SA di effettuare una verifica della plausibilità riguardo all’acquisto di nuovi aerei da combattimento. La verifica, eseguita in considerazione della decisione programmatica approvata dalla popolazione, aveva per oggetto la metodologia impiegata per la valutazione, i criteri di aggiudicazione e la valutazione finanziaria delle offerte. Nel quadro delle verifiche, lo studio legale Homburger è giunto alla conclusione che la graduatoria degli offerenti riportata nel rapporto di valutazione sulla base dell’analisi costi/benefici di armasuisse è plausibile.

 

Informazioni aggiuntive

Indirizzo cui rivolgere domande

Lorenz Frischknecht
Sost. del capo della Comunicazione/portavoce del DDPS
+41 58 484 26 17

Editeur

 
 
 
 
27.05.2021, 
 
Tiro Federale in Campagna, 28-30 maggio 2021
 
 
Partecipiamo!!!
 
 
 
 
 
 
 
03.05.2021, 
 
 

  

62. Zweitagemarsch (2TM) Bern 2021

 

Purtroppo, causa covid, anche la Zweitagemarsch di Berna in programma durante il weekend del 5-6 giugno 2021 è stata annullata.

 

ASSU MBC ha comunque deciso di aderire alla variante "in remoto": eventuali interessati a partecipare al gruppo di marcia ASSU MBC

o a marciare in solitaria sono pregati di contattare This email address is being protected from spambots. You need JavaScript enabled to view it..

 

Maggiori informazioni consultando https://swisstwodaymarch.ch

 
 
 
 
 

27.03.2021, Tratto dal Corriere del Ticino, articolo di Stefano Lippmann

  La storia che riaffiora dal «bunker» di Obino    

La storia che riaffiora dal «bunker» di Obino      

Castel San Pietro

: a quasi due anni dall’appello lanciato è stata ricostruita la storia del fortino «al Rocùl» - Fu edificato tra l’agosto e il settembre del 1939, a cavallo della prima mobilitazione generale in Svizzera - Ora è protagonista di una pubblicazione, nell’attesa che l’area dove è ubicato possa diventare fruibile a tutti.

 

 

Una mitragliatrice modello 1911, un piccolo gruppo di militi agli ordini del caporale Crivelli e una missione: quella di costruire un fortino ad Obino. Il tutto a cavallo della prima mobilitazione generale avvenuta in Svizzera, il 2 settembre del 1939. Una vicenda arrivata ai giorni nostri quasi sbiadita, con poche memorie. Ora, però, molto più nitida grazie all’intraprendenza del municipale di Castel San Pietro Giorgio Cereghetti e di chi, al suo fianco, ha potuto riportare alla luce un pezzo di storia militare che, va detto, anche il Mendrisiotto ha vissuto (vedi CdT del 4 settembre 2019). Ed ecco che, in località «al Roccolo» – dopo aver deviato dalla strada che porta a Campora ed essere passati tra i filari un vigneto – si arriva alla piccola fortificazione, che oggi si posiziona su di un terreno privato. Un percorso che abbiamo fatto ieri in occasione della presentazione di quanto analizzato e raccolto in questi ultimi due anni sul «Fortino al Ròcul», costruito tra l’agosto e il settembre dell’anno in cui la Seconda guerra mondiale iniziò. Ieri, proprio nello spazio antistante l’entrata del piccolo edificio militare in cemento armato, la «truppa» che ha effettuato le ricerche ha presentato l’opuscolo che ricostruisce la genesi del fortino, senza tralasciare il contesto storico – non solo legato al periodo bellico nel Mendrisiotto – come pure le vicende degli uomini e delle donne – non per forza in divisa – di quel tempo. Un salto a ritroso di 80 anni grazie al lavoro di Cereghetti, del giornalista e già ufficiale informatore Edy Bernasconi, del colonnello di Stato maggiore generale Francesco Piffaretti, del già tenente colonnello Curzio Cavadini e dall’ufficiale di professione Marco Talleri. Senza dimenticare le testimonianze, anche fotografiche, raccolte in questi ultimi tempi. Una su tutte quella giunta poche settimane fa grazie all’avvenuto contatto con il figlio del caporale Crivelli, ieri in prima fila all’evento.

 

 

 

 

 

 

 


Mendrisiotto terra da difendere

«Siamo partiti da questo piccolissimo manufatto, ma che in realtà ci dice che il Mendrisiotto non è stata terra lasciata a chiunque. C’era un certo servizio di osservazione e di rallentamento per eventuali invasioni» ha spiegato Cereghetti. Ed è proprio in questo contesto che si inserisce il fortino che, stando agli ordini, alla fine della guerra doveva essere distrutto. La sua ubicazione lascia chiaramente comprendere la sua funzione, ovvero quella di controllare la strada che da Morbio Superiore arriva al ponte di Castello e quella che da Morbio Inferiore arriva a Morbio Superiore.

Quanto vissuto sul piccolo promontorio, rinarrato con quest’iniziativa, rappresenta la «memoria storica di un Comune, ma che si inserisce in una visione molto più ampia – ha commentato il presidente del Consiglio di Stato Norman Gobbi –. Non solo storica, ma anche si salutare e positivo patriottismo di una terra che ogni tanto viene messa in discussione dal punto di vista del concetto di difesa. Vedere che anche il Mendrisiotto è stato terra di fortificazioni; testimone dunque dell’impegno della truppa ticinese ma anche della visione strategica del Generale Guisan, significa che il Mendrisiotto era comunque una terra da difendere. Soprattutto di fronte a una minaccia che, allora, era potenzialmente reale».

 

Ottanta pagine di storia, non solo momò

Ottanta pagine di storia, non solo del Distretto. Così si presenta l’opuscolo che verrà inviato a tutti i fuochi del Comune settimana prossima. Attori principali, ovviamente, il «bunker» di Obino, i suoi uomini e la popolazione di Castel San Pietro. Fortino oggi situato in un’area privata ma che, spera l’Esecutivo, un domani possa essere pubblica e fruibile da tutta la popolazione. Ma grazie alle ricostruzioni (anche fotografiche) di chi ha partecipato alla sua realizzazione, si è andati oltre. All’interno della pubblicazione ci si può infatti orientare, a livello generale, nel contesto di quegli anni. Ma si può anche comprendere quali erano le fortificazioni, le opere minate, i magazzini militari e gli sbarramenti presenti nella zona che oggi chiamiamo Basso Ceresio.

 

 

 

22.02.2021

Risultato votazione AGO ASSU MBC 2021

 

Di seguito i rusultati dei voti giunti al comitato:

  Verbale XXVII Tesoriere Revisori Webmaster Astensione quota 21
           
SI 24 24 24 24 10
NO 0 0 0 0 3
Astensione 1 1 1 1 12

 

 

Tutti i temi in votazione vengono quindi APPROVATI

 

 

 


A scuola con il fucile - Ludovico Zappa

 

È con molto piacere che vi segnaliamo il libro di Ludovico Zappa, giovane autore fresco di studi universitari e membro ASSU MBC, che propone un viaggio nel passato in un aspetto poco conosciuto del Ticino di metà Ottocento.

In un'epoca in cui gli scontri politici avvenivano anche a fucilate, non sorprende che anche la scuola pubblica visse una militarizzazione con l'introduzione degli esercizi militari. I giovani - armati e istruiti con gli stessi criteri dell'esercito svizzero - avevano la funzione di una scuole reclute anticipata e di una coesione cantonale ancora difficile e lontana.

La loro storia, dal difficile inizio al discioglimento per motivi politici, è raccontata per la prima volta in un'opera unica e completa, sfruttando fonti inedite raccolte per tutto il Ticino.

 

 

 

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